Recensione “Un luogo chiamato libertà” di Ken Follett

 

L’Inghilterra della rivoluzione industriale vede muoversi immense fortune a seconda di chi controlla il carbone. Ed è proprio il carbone a scatenare le passioni malevole della potente famiglia Jamisson, che trova però sulla sua strada la nobiltà d’animo e il coraggio del giovane McAsh, un minatore che ha deciso di spezzare le catene della schiavitù.

 

“I conflitti che oppongono gli esseri umani, i pericoli che minacciano la vita e le storie d’amore che a me piace scrivere e che la gente ama leggere. Questi sono gli ingredienti dei miei libri.”

Questa è la frase colta sul retro di uno dei libri di Ken Follett.
Questo è ciò che lui espone con il suo fare meticoloso ricco di sentimentalismi.
Significativo quanto si scorge tra le prime pagine del romanzo: “provare emozioni nuove. Lì tutto era fisico e sensoriale: il buio, il fatto di tenere le mani di jay (un protagonista), i minatori seminudi che tagliano il carbone, il braccio di jay, l’ilarita’ volgare delle donne…”, o ancora “il suo destino era un foglio bianco sul quale poteva scrivere ciò che voleva”.

Mi addentro nella lettura. Un’altra frase mi coinvolge: “soprusi dei potenti, dalle miniere scozzesi alle piantagioni della Virginia “.
Ed è proprio tra questi luoghi che lo scrittore ci conduce, ivi lo stesso non lesina in dettagli… il lettore si ritrova nella Scozia dell’800.
Una ricchezza data dal carbone, tanti i minatori, troppe le donne e i bimbi che fungono da portatori di gerle piene da tirare in superficie.

Cruenti gli svaghi: la gente si diverte davanti alle sanguinose lotte tra animali, scontri tra uomini.
Più tardi si giunge in Virginia, il più vecchio insediamento inglese nel continente americano.
Un’economia basata su grandi proprietà terriere coltivate a canna da zucchero e tabacco. Ci lavorano gli schiavi.

“Gli africani hanno canti molto tristi e li cantano bene. Non si capiscono le parole, ma mettono i brividi”.

Questo è il libro. Bisogna però arrivare verso la fine del testo per sentirne citare il titolo: Mack (un protagonista) sognava di guadare un fiume per raggiungere un LUOGO CHIAMATO LIBERTÀ”.

 

Anna

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