
Credevo di sapere cosa fosse l’amore. Pensavo bastasse voler bene, resistere, adattarsi. Ma un giorno l’ho capito: esistono legami che proteggono e altri che stringono come una morsa.
E poi c’è lui. Un professore diverso da come lo avevo immaginato, capace di guardarmi davvero, di ascoltarmi, di mettermi davanti a domande a cui non avevo mai osato rispondere.
Quello che nasce tra noi è un sentimento inatteso, intenso e pericoloso, che infrange regole, ruoli e certezze. Un amore che non avrebbe dovuto esistere, ma che diventa l’unico luogo in cui mi sento finalmente libera di essere me stessa.

Una denuncia sociale, uno scudo contro la violenza, Caterina si difende da quell’amore così malato, così sbagliato e si rifugia nelle braccia del professore; un altro amore sbagliato, un altro di quelli da collezionare… eppure tutto sembra così giusto.
Ogni suo abbraccio è un rifugio, ogni suo bacio un cerotto sulle ferite, ogni suo sguardo una coperta per sentirsi protetta.
Un libro che in sordina ci descrive come un amore così malato ci faccia sembrare sbagliati, impotenti, diversi e fragili.
Un libro che denuncia a bassa voce una piaga sociale, che urla ai quattro venti che l’amore non fa lividi, non ferisce, ma perdona, consola, sa esserci e aspettare.
Uno young adult attuale capace di farci sorridere tra le lacrime e ci protegge da quel mostro che fa l’amico.


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