Recensione “Un amore perduto a Parigi” di Karen Swan

 

Sulle scogliere selvagge di Saint Kilda, dove il vento porta con sé antiche leggende e il mare detta il ritmo della vita, Flora MacQueen sogna un futuro che la porti lontano dall’isola su cui è nata e cresciuta. Quando lo sguardo di James Callaghan, avventuriero dal fascino irrequieto, incrocia il suo, il mondo sembra finalmente schiudersi oltre le onde. Ma l’inverno arriva a separarli e solo l’evacuazione di Saint Kilda, prevista per l’estate seguente, sembra offrire loro una nuova possibilità. Fino a quando il destino non interviene, crudele, spezzando sogni e promesse. Costretta a reinventarsi per sostenere la famiglia, Flora si ritrova catapultata in una Parigi scintillante, dove diventa una figura ammirata, quasi mitica. La città la accoglie, l’applaude, la trasforma. Ma ogni luce proietta un’ombra, e la sua scalata alla fama le chiede un tributo che mai avrebbe immaginato. Quando uno scandalo scuote la Scozia e coinvolge lei e le sue amiche Effie e Mhairi, il passato sembra pronto a reclamare ciò che Flora aveva lasciato oltre il mare. E se un inganno, custodito troppo a lungo, riaffiorasse all’improvviso, portando con sé la forza di riscrivere ogni verità?

 

Cosa amo dei libri della Swan? La parte descrittiva, ti ritrovi immersa in quei paesaggi selvaggi, dove il vento soffia e i sogni volano lontano oltre l’oceano.

Così anche i sogni di Flora MacQueen, ragazza popolare e bellissima dell’isola di Saint Kilda, oltrepassano le scogliere ventose, un futuro lontano da quell’isola tanto incantata quanto infame. Incontra per puro caso, durante un’escursione, l’avventuriero James, non sarà amore a prima vista, anzi tutt’altro, e solo alla partenza ci sarà la promessa di un ritorno.

Ritorno che ritarda ad arrivare perché le imprese di James lo terranno abbastanza impegnato e la povera Flora dovrà affrontare una situazione incresciosa e un’evacuazione improvvisa.

Sarà Parigi il nuovo sfondo della storia, cambia sfondo, cambiano i personaggi e cambia quell’animo puro e gentile che spiccava in una giovane ragazza.

Il libro è ambientato a fine Ottocento, usi e costumi diversi dai nostri, una storia d’amore d’altri tempi che riesce a far sognare nonostante la mancanza dell’eros attuale.

Come ogni libro della Swan il finale è lasciato aperto, sarà previsto un seguito? Chi può dirlo, ma noi continueremo a sognare di quei due intrepidi ragazzi che vogliono riscrivere il loro destino.

 

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