Recensione “Un amore così dolce” di Melanie Harlow

 

 

 

Jack non è per niente il mio tipo. Il fascino ruvido dei cowboy trasandati va bene nei film, ma nella vita reale preferisco di gran lunga uomini benvestiti e con una rasatura decente. E il fatto che lui sia bellissimo non lo rende meno scontroso o arrogante o senza buone maniere. Nemmeno Jack vuole avere niente a che fare con una “viziata ragazza di città” come me, cosa che non fa che ripetermi. Ma l’agenzia di comunicazione in cui lavoro ha ricevuto l’incarico di rimettere in sesto l’immagine della tenuta della sua famiglia, che gestisce un’impresa agricola, e io sono la fortunata vincitrice dell’incarico. Il che significa che sarò bloccata insieme a lui per chissà quanto tempo a chilometri di distanza dal primo barlume di civiltà. 

Uno di quei libri che vorresti leggere, leggere e leggere.

Uno di quei libri dove ti piace tutto, ambientazione, personaggi, dialoghi, storie, coprotagonisti, dove tutti giocano un ruolo, il loro, così bene che non riesci a pensare la storia senza nessuno di quegli elementi inscindibili e inseparabili.

Lei la Barbie Marketing che diventa Barbie contadina Impossibile, viziata marcia, una ragazza di città so-tutto-io, lui il contadino sciatto e sudato, che necessita di un taglio di capelli, cocciuto, burbero e maleducato che diventa tutto il suo mondo.

“Mi baciava come nessuno aveva mai fatto prima d’ora. Come se dovesse andare in guerra. Come se non gli importasse di respirare.”

Lei una vita sotto i riflettori, una vita di facciata, lui un dolore da superare, la perdita del primo amore, rimanere ancora a quel ricordo la sua sola ed unica missione.

Una ragazza di città che fatica tra galline, recinti, cavalli e quant’altro, lui un ragazzo di campagna che fatica ad ascoltare il cuore, che ritorna a battere, e traumi da riuscire a superare.

Rendersi irriconoscibile per lasciarsi tutto alle spalle, non rimanere bloccato nei ricordi, impedirsi di andare avanti.

“Quanto più a fondo scava il dolore nel nostro cuore, tanta più gioia potremo contenere.”

“Non voglio stare da solo. Sono così stanco di star da solo… Non lasciarmi andare. Ho bisogno di sentirmi vivo.”

Lasciarla andare per far tacere quel battito del cuore, per non sentire quel fuoco di artificio nell’anima, lasciarla andare per ritornare a sopravvivere e non sentirsi vivo.

“Sei un codardo. Stai risparmiando te stesso. Stai gettando all’aria l’opportunità di essere felice.”

Lasciarla andare.

Forse non sempre si deve cercare il primo amore, bastare trovare l’ultimo, per tutta la vita.

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