
Nel capitolo conclusivo della dilogia, Elspeth deve affrontare il peso di ciò che ha fatto, mentre lei e Ravyn si imbarcano in una pericolosa missione per salvare il regno ormai in preda a un re tiranno e alla magia nera. Elspeth e Ravyn hanno raccolto la maggior parte delle dodici Carte della Provvidenza, ma l’ultima – e la più importante – resta da trovare: gli Ontani Gemelli. Per recuperarla prima del Solstizio e liberare il regno, dovranno attraversare l’oscura foresta avvolta dalla nebbia. L’unico che può guidarli è il mostro che abita la mente di Elspeth, l’Incubo, ma lui non sembra più disposto a collaborare…

ATTENZIONE AGLI SPOILER!
Secondo capitolo della dilogia che mi ha tenuta incollata alle pagine.
Ora è l’Incubo a tenere le redini del corpo di Elspeth, mentre la ragazza cerca di ricordare chi è, in attesa su una spiaggia nera, la stessa in cui ha “vissuto” per anni il Re Pastore. Per Ravyn non sarà affatto semplice vedere l’oggetto dei suoi desideri celato da un mostro, ma allo stesso tempo perennemente visibile. Sarà combattuto2 e arrabbiato, ma ancora più deciso a ribaltare le sorti del Regno.
In questo secondo volume tutti i nodi vengono al pettine, ma molto con calma. L’autrice ha voluto farci arrivare a un punto in cui la sofferenza raggiunge i massimi livelli, per poi sbrogliare la matassa, pagina dopo pagina, crudeltà dopo crudeltà.
La natura dà tanto quanto toglie… c’è sempre un equilibrio che deve essere rispettato, ma non possiamo aspettarci sentimentalismi da chi deve mantenere un bilanciamento costante.
Di questo romanzo ho molto apprezzato il fatto che sia Elm a risultare protagonista. E c’è un perché grande quanto un Regno. Conosciamo meglio un personaggio che mi è piaciuto molto, insieme a un altro che è interessante ma che non ho capito subito, Ione.
Questa dilogia è un continuo scoprire di maschere che i vari personaggi hanno voluto, o meglio dovuto indossare per tutta la loro vita ed Elm è uno di questi: questo erede al trono si ritrova a diventare la prima scelta del Re, controvoglia da entrambe le parti, dove una logica subdola scivola tra le mani e ribalta la situazione facendoci trovare ribaltati rispetto alle aspettative, più e più volte.
Quanti segreti! Quante menzogne! Nonostante la parte romance sia presente non è predominante e devo dire che, nell’insieme, ho preferito così. Il tono è molto cupo e ho trovato giusto il modo in cui il romance è stato inserito, senza essere né troppo, né troppo poco.
Gran bel finale, a cui siamo giunti con fatica, sudore e tanto, tanto sangue.
La morale è cercare di apprezzare ciò che si ha, cercando di capirne il valore, e smettere di cercare sempre di più, perché più si vuole, più si perde qualcosa di importante. Tutto ha un prezzo, non solo la magia. Il Re Pastore ha cercato di ottenere sempre di più, per sé e per il suo popolo, ma senza rendersi conto che, piano piano, stava perdendo la testa e la sua famiglia. Per ottenere ancora e ancora e ancora ha perso se stesso. Ma lui non è stato l’unico a volerlo… e, a volte, non è lo scopo il vero risultato, ma ciò che ci resta nel cuore e come impariamo a gestirlo.


RECENSIONE DEL 20/05/2025

Secondo ed ultimo volume per questa serie avvincente e originale che ci regalerà tensione fino alla fine.
Fluttua Elspeth in un limbo fluido e quieto, la sua memoria si è assopita, vuole uscirne ma non sa come fare. Si ritroverà in una dimensione onirica, su una spiaggia scura dove verranno a trovarla vari personaggi, dal Re Pastore ai suoi figli, alla spicciolata, così come i brandelli di ricordi che affioreranno alla mente.
Mentre la sua famiglia deve pagare per aver coperto la sua infezione, la “mai sposa”, la bella Ione e amata cugina, tenterà di riscattare la sua vita per avere un finale migliore da quello in cui l’ha ingabbiata il padre.
Percepiremo il tormento di Ravyn nel vedere il corpo della sua amata posseduto dall’Incubo che ne snatura movenze e voce, quella pelle adorata che viene nutrita da un animo estraneo. La sua posizione di Capitano dei Paladini lo costringe a dover mantenere le apparenze col Re, indossare la sua maschera impassibile mentre, dentro, sente la sua speranza crollare.
Renelm, col fratello gravemente ferito (l’erede al trono), dovrà sottostare ad un futuro che non vorrebbe avere e accettare la smania che vorrebbe fargli possedere una donna non sua.
Anche questo capitolo conclusivo è stato un gran bel leggere, la storia si snoda su doppia ambientazione: seguiremo i paladini con l’Incubo/Elspeth alla ricerca dell’ ultima carta degli “Ontani gemelli” e, parallelamente, rimarremo a corte con Elm e Ione, per scovare la carta smarrita della “Fanciulla” sotto la cui influenza la ragazza è ancora cristallizzata.
Proprio su questi due personaggi si è concentrato maggiormente il mio gradimento, dall’essere in posizione secondaria si sono guadagnati il posto di coprotagonisti, movimentando la trama con la loro personalità ribelle.
Che sia sotto effetto della magia o di sua sponte, ogni personaggio ci regalerà una sbirciatina nel suo animo, potendo andare oltre la maschera che ognuno porta. Le fragilità e le ostilità confessate sono una risorsa per poter dare profondità a ognuno di essi, riuscendo a dare forma nella nostra mente, oltre a un’immagine del loro aspetto, anche a quella della loro anima.
La narrazione è in prima persona e il pov sarà triplo; il ritmo è incalzante, ci saranno prove da superare per tutti, sofferenze, sotterfugi ma, soprattutto, la determinazione a portare a termine la missione per riunire il mazzo delle carte magiche, per poter liberare il regno dalla nebbia e guarire gli infetti.
Se proprio devo trovare un difetto a questa storia, posso confessare di essere stata insofferente ai racconti del re Pastore e alle citazioni in rima, ma tutto il resto ha avuto una grinta notevole e i personaggi mi hanno conquistato per il loro fascino, la forza interiore e lo spirito di sacrificio.


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