
Mi chiamo Elizabeth Anderson e questa non è una storia d’amore come le altre.
È la storia di quello che succede quando la persona che ti protegge da sempre diventa anche quella che può distruggerti… o salvarti.
Sono cresciuta in una casa piena di silenzi, debiti e parole che fanno più male delle mani. A scuola sono “la diversa”: quella che non dovrebbe essere lì, che tutti giudicano senza sapere niente. L’unico posto in cui mi sento al sicuro è tra le braccia del mio migliore amico.
Mec. Lui c’è sempre stato. Quando scappavo. Quando avevo paura. Quando nessuno mi vedeva davvero.
Poi, un giorno, abbiamo finto di essere una coppia.
Per proteggerci.
Per sopravvivere.
Il problema è che alcune bugie sono troppo simili alla verità.
E quando il confine tra amicizia e amore si spezza, niente resta come prima.

Uno young adult che riflette la fragilità dell’adolescenza, i suoi tormenti e la vivacità delle emozioni.
Ma quanto è bello poter essere autrici così versatili! Ho conosciuto Luisa con il “Sussurro del silenzio” e ci tenevo moltissimo a leggere questo suo nuovo romanzo edito da Land editore, nuova acquisizione del nostro blog.
La prima cosa che salta all’occhio è il cambio totale in ogni ambito: registro narrativo, tipologia di personaggi e genere di romanzo, sono passata dall’avere un’esperienza mistica con un suo Fantasy Distopico allo struggermi per un Romance Young adult.
La protagonista è Elizabeth, una ragazzina con, alle spalle, una famiglia anaffettiva che è interessata solo a condurre una vita al di sopra delle sue possibilità; la giovane è stata nominata come unica erede dal nonno, un famoso architetto, e quindi i genitori mirano a quel patrimonio di cui la ragazza potrà disporre al compimento della maggiore età, facendola vivere, nel frattempo, di stenti.
Tutto l’affetto e il sostegno che non ha ricevuto dai genitori Elizabeth lo ha trovato in Mec, il figlio del rettore della sua scuola e amico intimo sin dalla più tenera infanzia.
Ma si sa, le situazioni cambiano, gli ormoni cominciano a girare in modo più frenetico, e quello che gli occhi prima vedevano come un semplice amico ora si rendono conto di desiderarlo in un’altra veste (anzi, senza veste alcuna!).
Elizabeth viene bullizzata a scuola e, per poterla proteggere, lei e Mec fingeranno di stare insieme, ma ciò che è nato come un gioco rischia di trasformarsi in qualcosa di più reale.
Liz si troverà in una situazione destabilizzante, da una parte vorrebbe andare oltre al rapporto fraterno, dall’altra teme di mettere a repentaglio questa amicizia che rappresenta lo zoccolo duro della sua esistenza. La passione può esaurirsi come un fuoco di paglia, lo comprende bene, ma come resistere a un’attrazione che a quell’età divampa esplosiva?
La protagonista si comporterà quindi da immatura? Certo.
Farà scelte discutibili? Ovvio.
Non saprà bene cosa volere dalla vita e sembrerà una banderuola al vento? Comprensibile.
Per chi non è abituato a leggere questo genere di romanzi, e non è nella fascia di destinazione degli y/a, potrebbe storcere il naso per i dialoghi e le situazioni un po’ immature, ma dobbiamo calarci nel mood, immedesimarci nei personaggi e renderci conto che si tratta di ragazzini di nemmeno 18 anni! Ma come eravamo noi alla loro età, ce lo ricordiamo? Come pensavamo, le futili considerazioni che facevamo, le insicurezze che ci attanagliavano o l’innamorarci a ogni sbadiglio…
Io ringrazio questo genere di romanzi, perché mi fa ritrovare delle emozioni che il tempo, la maturità e le esperienze, non ci permettono più di provare.
Perché, ammettiamolo, come ci hanno fatto sentire i primi amori, poi… mai più. Quelli che divampano, incendiano, diventano il tutto della nostra esistenza, che ci tolgono la fame, il sonno e il raziocinio e che, quando finiscono, ci distruggono. Con l’età le relazioni si ridimensionano, si avviano fra i binari delle nostre esperienze precedenti, ma i primi no, sono treni che si buttano dal dirupo, necessità così impellenti che ci fanno commettere follie.
Quindi, grazie Luisa per aver saputo risvegliare queste emozioni lontane che troppo spesso dimentichiamo…
“Fammi sentire che c’è qualcuno che mi vuole bene, Mec. Per favore”




![]()


Lascia un commento