Recensione “Tre spritz per ammazzare un punkabbestia” di Giano Vander

 

La tranquillità del centro storico di Napoli è minacciata da una serie di omicidi ai danni dei più famosi artisti di strada della città. Le indagini portano presto a sospettare di Aleandro Calicchio, uno studente schizofrenico che ha come unico confidente il suo amico immaginario, un Freud borgataro e sboccato. Aleandro si proclama innocente, ma le morti aumentano. Perché la polizia non gli crede? Perché i busker napoletani continuano a morire? Un giallo che stimola la materia grigia del lettore con una massiccia dose di umorismo, situazioni paradossali e citazioni cinematografiche.

 

Un noir davvero molto stravagante!!

Partiamo dalla trama: l’ho trovata davvero molto particolare, tanto originale, a mio parere fuori dagli schemi, a dir poco sconcertante, mi ha completamente travolto piacevolmente e inaspettatamente.

Una storia narrata tra le vie di Napoli, dove i dialoghi spaziano dal napoletano dei vari abitanti, tra cui il commissario, uno stravagante personaggio dalla spiccata autoironia, al romano del nostro Callicchio, uno studente fuori corso che studia a Napoli, che ahimè si trova coinvolto in un evento più grande di lui che lo metterà a dura prova.

I personaggi sono davvero ben descritti, di forte personalità, spiccano tutti a loro modo.

Il mio preferito? Callicchio, con la sua genuinità e intelligenza emotiva mi ha conquistato.

L’ambientazione è molto tetra e, attraverso le parole meticolose del nostro scrittore, si riescono a percepire anche gli odori che si propagano nelle vie più frequentate e popolate di Napoli.

Uno stile davvero estroso, unico, a tratti molto ironico, tagliente, deciso, capace di arrivare dritto al cuore del lettore.

 

Lucia

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