
Quando Aiden Miller si trasferisce da New York a Bacon’s Ridge, una piccola cittadina dove il football è una religione e le apparenze contano più di tutto, sa che l’integrazione non sarà semplice. Con il suo stile anticonformista e il suo atteggiamento riservato, diventa presto il bersaglio di Blake Bennett, il carismatico quarterback della squadra locale, amato e idolatrato da tutti.
Blake ha sempre vissuto sotto una pressione costante: essere il figlio perfetto, l’atleta impeccabile, il ragazzo ideale per Brittany, la capo cheerleader. Eppure, fin dal primo sguardo scambiato con Aiden, qualcosa dentro di lui si incrina. La sfida di provocare il nuovo arrivato si trasforma in ossessione. E l’ossessione si tramuta in qualcosa di molto più pericoloso.
Tra sguardi rubati nei corridoi della scuola, scontri infuocati e attrazione negata, Blake e Aiden si ritrovano sempre più vicini, in bilico tra odio e desiderio, tra paura e voglia di lasciarsi andare. Finché un bacio proibito sconvolge ogni certezza.
Ma Bacon’s Ridge non è un posto che perdona facilmente. Quando un segreto viene svelato nel peggiore dei modi, Blake e Aiden si ritrovano sotto i riflettori, costretti a scegliere tra ciò che il mondo si aspetta da loro e ciò che realmente vogliono.
Riusciranno a trovare il coraggio di vivere il loro amore, o la paura di perdere tutto li separerà per sempre?

Hi readers Sale e Pepe,
Oggi vi parlo del libro “Tra le linee del cuore” di Daniele Iannetti.
Questo romanzo si è rivelato una lettura piacevole, ma non mi ha convinta al 100%. Parliamo di uno young adult scorrevole e leggero, che, anche se lungo, non ho fatto fatica a leggere. Prova anche ad affrontare tematiche importanti come l’identità, il peso delle aspettative sociali e il conflitto tra ciò che si è e ciò che il mondo pretende che si diventi. Tuttavia, lo fa in maniera un pochino “immatura” e poco approfondita. Penso che alcuni aspetti della narrazione avrebbero potuto essere gestiti in modo più efficace e con maggiore attenzione.
L’ambientazione di Bacon’s Ridge, questa piccola cittadina dominata dal football e dalle apparenze, crea un contesto soffocante, perfetto per far emergere tensioni e contrasti tra gli adolescenti, come nelle migliori serie tv del genere.
Il rapporto tra Blake ed Aiden si sviluppa secondo il classico schema hate to love, con scontri, provocazioni e un’attrazione inizialmente negata (da entrambi) che lentamente prende forma. Alcuni degli snodi narrativi che portano all’amore, però, risultano poco equilibrati e avrei preferito che certe svolte fossero approfondite o costruite con maggiore gradualità.
Un altro degli elementi che mi ha convinta solo a metà è la caratterizzazione dei personaggi. Blake è senza dubbio il più riuscito, forse perché il suo percorso interiore è più approfondito, complesso e coerente. Il risveglio della sua attrazione verso Aiden avviene in modo progressivo e si scontra con un’omofobia interiorizzata legata soprattutto al contesto sociale, più che alla famiglia.
Al contrario, Aiden resta un po’ più in sordina. È un personaggio interessante, coraggioso ma anche fragile, e proprio per questo avrei voluto un maggiore approfondimento psicologico anche su di lui, per capire meglio da dove nasce la sua forza, cosa lo ha reso così determinato nonostante la paura. Inoltre, il sentimento che prova per Blake sembra basarsi quasi esclusivamente sull’attrazione fisica. Perché, considerando che Blake è inizialmente il suo bullo, non c’è una vera ragione per il loro avvicinamento. Sarebbe stato decisamente più giusto che venissero descritti i momenti di vera conoscenza reciproca, in cui i due magari andavano oltre le apparenze e rendere così il loro legame più solido e motivato.
Anche la relazione tra i due risulta talvolta “ballerina”, è vero che la giovane età e gli ormoni giocano un ruolo importante, ma la mancanza di una costruzione più graduale rende alcune reazioni poco coerenti.
Infine, avrei apprezzato un epilogo più lungo e articolato, che mostrasse cosa accade dopo, invece di una chiusura così netta e semplice, perché questo ha ulteriormente “banalizzato” il percorso fatto dai due, che, seppur con tanti punti deboli, era di crescita e di maturazione.
Nel complesso, resta uno young adult carino, coinvolgente e con buone potenzialità, ma che avrebbe potuto osare di più sul piano emotivo e narrativo.




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