Recensione “The choice. La scelta. The dragon heart legacy. Vol. 3″ di Nora Roberts

 

La conclusione dell’epica trilogia romantasy dell’autrice bestseller numero 1 del New York Times, The Dragon Heart Legacy, con oltre 450 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Breen Siobhan Kelly è cresciuta nel mondo degli umani e un tempo non era consapevole della sua vera natura. Ora si trova a Talamh, e affronta un percorso di guarigione in seguito a una terribile battaglia. Per il momento, sono riusciti a fermare suo nonno, il dio Odran, e a impedirgli di prendere il controllo sull’intera terra e su Breen stessa. Con il nemico indebolito e il portale sigillato, questo è un momento di riposo e preparazione. Breen spiega le sue ali e scopre un potere mai sperimentato prima. Ma è anche il momento di festeggiare il suo primo Natale nella nuova casa, il solstizio, i matrimoni e le nascite, e ritrovare la gioia sulla scia del dolore. Di tornare a dedicarsi alla scrittura dei suoi racconti e, quando i doveri di taoiseach di lui lo permettono, di trascorrere il tempo con Keegan, il guerriero che l’ha addestrata a combattere e che lei ha imparato ad amare. È proprio lui a essere al suo fianco quando le streghe del nemico, traditrici e assetate di potere, le appaiono nel sonno, praticando la magia nera, sacrificando gli innocenti e tramando una brutale vendetta. E presto, insieme a Keegan e all’intera Talamh, Breen cercherà coloro che hanno un disperato bisogno di essere salvati e affronterà l’oscurità con tutte le armi in suo possesso: la spada, la magia e un indomabile coraggio.

 

Adoro quando, all’inizio di un libro di una serie, trovo il riassunto dei volumi precedenti! Sia perché ho la memoria di un criceto e quindi ho bisogno di rispolverare i fatti, ma soprattutto mi dimentico i nomi. Quindi, grazie Nora Roberts!

 

Come avevo visto nei precedenti romanzi della trilogia, anche in questo le descrizioni si dilungano di non poco, ma qui ho percepito meno la pesantezza. Devo dire che questo terzo volume è quello che ho preferito in assoluto tra tutti.

L’autrice ci porta in un luogo in cui non esiterei a visitare e in cui, molto probabilmente, chiderei di restare. Talamh è qualcosa di spettacolare, si respira la natura in ogni sua forma, si percepiscono i colori, le sensazioni che questa ci regala e ci sono i draghi…

 

Il lavoro fatto con i personaggi è spettacolare: ognuno di loro dà maggior profondità alla storia e senza qualcuno di loro il romanzo non sarebbe stato abbastanza all’altezza.

Breen è cresciuta, ha imparato a vivere tra l’Irlanda e Talamh, ha capito cosa vuole e come ottenerlo, non si lascia più sopraffare dall’ansia o dalla paura di non essere adeguata. Ha davvero capito di essere coraggiosa al tal punto da sapere esattamente cosa fare quando arriverà il momento di combattere contro Odran.

 

Marco è il migliore amico che tutte vorremmo: intelligente, un ottimo cuoco, un uomo dal cuore puro e grande. Una figura essenziale per far sì che il destino di Breen si compi.

 

Keegan mi ha spesso destato qualche dubbio, forse il mio essere protettiva nei confronti di Breen ha fatto sì che storcessi il naso in un paio di occasioni. L’importante, con lui, è capire il dualismo interiore che questo ragazzo prova: vorrebbe lasciarsi andare con Breen, ma pensa che il suo essere taoiseach glielo impedisca. Il suo è un costante oscillare tra il dovere e il piacere, dove sa che il primo è più importante. A Breen andrà bene?

 

Non ho mai apprezzato fino in fondo la gestione del loro rapporto, ma, ragionandoci su qualche giorno dopo la lettura, devo dire che è più sano il loro di tanti altri! La loro capacità di lasciare spazio all’altro, di non pressare, di fidarsi l’uno dell’altra è qualcosa da cui dovremmo tutti prendere spunto.

 

La battaglia finale, che ho atteso con ansia per 3 volumi, finalmente è arrivata ed è stata una cosa inaspettata. Sarebbe potuta finire in modi diversi e ho apprezzato la scelta dell’autrice. Diciamo che ci è voluto veramente tanto per raggiungere questa parte, ma alla fine sono decisamente soddisfatta.

 

 

Questa trilogia mi ha lasciato con qualcosa di positivo nel cuore a ogni volume, grazie alla morale: trovare qualcosa di bello e positivo in ogni cosa e situazione, cercare il buono anche dove sembra non esserci. Provare e dare speranza.

 

Chi mi mancherà di più? Marco e Zebedeo!

 

samanta

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