Recensione “Tempesta” di Lisa Henry e J.A. Rock

 

 

 

 

Qualcosa di sinistro sta per accadere.
L’agente dell’FBI Ryan “Mac”McGuinness e il truffatore Henry Page sono di nuovo in fuga. Questa volta sono diretti là dove tutto è cominciato: Altona, nell’Indiana. Popolazione: alcune capre. Henry non è affatto contento di doversi nascondere nella fattoria McGuinness, ma non ha altro posto dove andare.
Mentre Mac combatte per riabilitare il proprio nome e Henry cerca di decidere da che parte stare, un fantasma dal passato minaccia di distruggere ogni cosa. E non è neanche la sola tempesta all’orizzonte. Tagliati fuori sia dal lato buono che da quello cattivo della legge, Henry e Mac devono sopravvivere basandosi esclusivamente sul loro fragile rapporto.
Se Henry riuscisse finalmente rivelare a Mac chi si nasconde dietro tutte le sue maschere, i nostri eroi potrebbero forse avere una possibilità di sconfiggere le forze che cospirano contro di loro. Il vero amore non ha mai vita facile, ma per loro due potrebbe essere davvero l’unica speranza di sopravvivere.

Ed ecco la seconda avventura dei nostri eroi: Harry torna da noi sempre più in difficoltà, in bilico tra il suo passato che lo avviluppa ad ogni passo sempre più e il suo presente fatto di tensione, e Mac che ogni giorno di più diventa indispensabile.

E Mac che per Harry ha deciso di mettere in gioco tutto, carriera, vita sociale e famiglia.

I colpi di scena non mancano come pure gli spunti di riflessione che l’autrice ci pone tra le righe della sua storia. Ora che i famosi “nodi” vengono al pettine, non ci sono posti in cui i protagonisti possano nascondersi sia da chi li ha ormai giudicati colpevoli, sia da loro stessi.

Quanto di noi e del nostro intimo siamo disposti a mettere in gioco per la persona che vorremmo accanto? Tutti siamo in grado di fare la cosa giusta? Di avere il coraggio e di rinunciare anche alla nostra incolumità per ciò a cui teniamo?

Forse non saremo mai in grado di dare una risposta sincera a queste domande, perché come Mac e Harry anche noi così, al sicuro nei nostri salotti, ci lanceremmo lancia in resta come paladini di giustizia, ma è nel momento vero, reale e doloroso della difficoltà o del pericolo che ciascuno di noi scopre realmente la propria natura.

Saremmo vigliacchi abbastanza da lasciare tutto e scappare? Saremmo coraggiosi e resteremmo a difesa di ciò cui teniamo? Lo scopriremo solo in quel momento, ma di sicuro l’autrice ci sussurra all’orecchio che, se veramente è una cosa importante per cui vale la pena rischiare, anche il più codardo degli uomini sa diventare un supereroe.

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