Recensione “Stormhaven” di Jordan L. Hawke

 

 

 

 

 

Gli eventi misteriosi non sono una novità per il solitario studioso Percival Endicott Whyborne, ma trovare uno dei suoi colleghi che urla per strada chiedendo aiuto è piuttosto insolito. Allan Tambling afferma di non ricordare cosa gli sia successo nelle ore precedenti, ma qualcuno ha assassinato suo zio e Allan è coperto di sangue.
L’amante di Whyborne, l’affascinante ex-Pinkerton e detective Griffin Flaherty, acconsente a dimostrare l’innocenza di Allan. Ma quando il giovane viene dichiarato pazzo e rinchiuso nel manicomio di Stormhaven, Griffin è costretto a rivivere gli orribili ricordi della sua reclusione in un istituto psichiatrico.
Insieme alla loro amica Christine, i due uomini si addentrano sempre più a fondo in un’oscura ragnatela di cospirazioni, magie e omicidi. Il loro unico indizio è un artefatto scomparso che ritrae un dio sconosciuto. Chi l’ha rubato, e perché Allan non ricorda cosa sia successo? E qual è la verità dietro ai terribili esperimenti condotti all’inquietante terzo piano di Stormhaven?
Ci vorranno tutti gli incantesimi di Whyborne e tutta la temerarietà di Griffin per fermare gli assassini e salvare Allan. Prima, però, dovranno sopravvivere a una sfida ancora più grande: una visita della famiglia di Griffin.

Stormheaven è il terzo romanzo della saga Whyborne & Griffin. Questo libro può tranquillamente essere letto anche senza essersi già immersi nelle precedenti avventure della coppia, perché ha una sua storia autoconclusiva, pur essendo provocata da eventi del passato e a quelli fare spesso riferimento.

In questo terzo capitolo, la coppia ha delle solide basi, ma continua a lottare per una propria definizione. I due sono molto innamorati l’uno dell’altro ma l’insicurezza del dottor Whyborne fa spesso da sfondo alle loro conversazioni.

Percival e Griffin, con l’aggiunta della meravigliosa Christine, danno maggior carattere al romanzo, con il loro messaggio di lotta all’indipendenza: mentre i primi due vorrebbero essere accettati come coppia normale, senza avere paura di essere incarcerati per il loro amore, la dottoressa fa capire che anche una donna ha le capacità psicofisiche per portare avanti una vita da lavoratrice e studiosa, senza dover essere per forza sposata e con figli.

L’avventura narrata in Stormheaven parla del tentativo di un’altra setta misteriosa che cerca di invocare gli dei degli abissi. Riuscirà Whyborne a vincere l’influenza di quelli che credere essere solo sogni, o soccomberà al potere? E Griffin farà in tempo a salvare il suo innamorato?

Quello che mi è piaciuto di più in questo romanzo è la capacità di dare una giusta definizione ai personaggi, che convincono pienamente, e il loro importantissimo messaggio che, purtroppo, ancora oggi non viene compreso.

Ciò che non ho apprezzato è stata l’eccessiva quantità di scene di sesso. Non mi capite male, le ho apprezzate, ma avrei preferito che ci fossero inserimenti di semplice vita di coppia, anche solo di tenerezza e coccole. Penso che avrebbero dato più leggerezza a momenti di tensione e più veridicità.

Per il resto, mi piace come scrive la Hawk e la sua capacità di narrare la magia, diversa da molti altri scrittori.

 

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