Recensione “Storia di un ospite” di Diego Galdino

Nell’ottanta avanti cristo Lexys precipita sulla terra con una capsula di salvataggio. Ha l’aspetto degli umani, ma è mentalmente superiore ed il suo corpo non invecchia. Si prefigge un obiettivo, conquistare il pianeta Terra. Giulio Cesare, Napoleone, Hitler, saranno stati umani davvero? Fin dove si è spinto Lexys? E se ci fosse una famiglia che da secoli si tramanda la missione di fermarlo? Cosa si cela dietro ai fasti e alla fine degli uomini più conosciuti della storia dell’umanità? E se Lexys fosse ancora tra noi?

 

 

Non do troppa importanza alla trama dei libri, perché penso che la cosa più importante sia come questa venga sviluppata. Molti libri hanno trame simili, ma leggendoli vivo storie completamente diverse.
Se poi conosco già l’autore e mi fido di lui, la trama non la leggo neanche, parto direttamente dalla prima pagina.
Ed è quello che ho fatto con “Storia di un ospite”, perché se Diego Galdino scrive un libro, io lo leggo, punto. E se decide di buttarsi in qualcosa di nuovo, lo seguo. Dopo la pubblicazione del suo ultimo romanzo rosa, infatti, l’autore ha deciso di prendersi una pausa da quel genere e di provare a scrivere un romanzo completamente diverso. In questo libro, di romance non c’è niente, ma la bravura di Galdino non ne risente. Ancora una volta, l’autore ha dimostrato di meritare ogni briciola della mia fiducia.

Complice la mia totale ignoranza su ciò che avrei letto, sono rimasta molto colpita dall’assaggio che mi ha dato il primo capitolo e la curiosità è salita in fretta nelle pagine successive. La storia di Lexys è originale e accattivante, soprattutto se non si conosce a chi la creatura ruberà l’identità nel corso della storia. La penna dell’autore accompagna con la giusta leggerezza il viaggio del protagonista e dei suoi nemici, pronti a sacrificare tutto per proteggere l’umanità dalla sua minaccia. Proprio questo cambio di prospettiva è interessante, per una volta è il “cattivo” a raccontare la sua storia e i mille tentativi che vengono fatti per fermarlo. Viene quasi la curiosità di scoprire cosa potrebbe fare una volta conquistato il pianeta… Ci riuscirà?

Andando avanti è arrivata una parte leggermente più lenta, ma il romanzo è così scorrevole che la lettura non ne risente, e ho capito presto che era solo la quiete prima della tempesta, perché quello che è venuto dopo mi ha rapito di nuovo. I capitoli finali sono impossibili da interrompere, la tensione cresce fino all’ultima pagina ed esplode in un finale aperto ma perfetto, che lascia con pari risposte e curiosità, anche se non so come questo sia possibile. Probabilmente è un’altra magia dell’autore.

Direi che l‘esperimento di Diego Galdino è molto intrigante e perfettamente riuscito. Tutti i suoi dubbi erano infondati, anche questo romanzo mi ha preso come gli altri, se non di più. Non che temessi il contrario, perché la sua bravura non è mai stata in discussione.

Concluso questo viaggio alternativo nella storia, non mi resta che aspettare che l’autore mi conceda di sognare ancora. Spero lo faccia presto!

firma Claudia

 

 

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