Recensione “Stagione di caccia” di Thea Harrison

 

 

 

 

Come guardia di palazzo e sicario per i fae oscuri, Xanthe ha sempre indossato una maschera, per nascondere le sue emozioni e fare il suo dovere. Quando la sua identità viene compromessa, ottiene un lavoro sotto copertura per proteggere la regina Niniane – una posizione che spesso la porta a contatto con il cancelliere Aubrey Riordan.

La fiducia di Aubrey è in frantumi. Un anno prima sua moglie ha cercato di assassinare la loro nuova regina, tradendo tutto ciò in cui credeva. E ora un attentato alla sua vita gli dà la prova che l’oscura cospirazione non è ancora finita. Anche se ferito e debole, Aubrey non può fare a meno di essere attratto da quella timida assassina e leale protettrice. Xanthe è tutto ciò che Naida non era, e la passione che suscita in lui è qualcosa che Aubrey non pensava di poter mai provare.

Avvertenza: prendi un uomo che si sta riprendendo da un tentativo di omicidio, un’assassina che ha giurato di proteggerlo, aggiungi un mazzo di tarocchi magici e un cottage isolato, e guarda scoppiare le scintille!

Nuova novella di Thea Harrison in attesa del nuovo volume della serie.

Protagonisti sono Xanthe, sicaria, guerriera, donna forte e tenace che lotta contro tutto e tutti, indossando una maschera che la protegge dai pericoli dei sentimenti e il cancelliere Riordan, uomo saggio, di alto spessore etico e, ovviamente, affascinante.

Riordan è stato ferito durante un agguato e Xanthe è incaricata di proteggerlo mentre recupera le forze. Si nascondo così in un rifugio nel regno fae, lontano dalle città e più vicino alla natura, soli e senza interferenze impareranno a conoscersi. Hanno due caratteri molto forti, eppure dietro le maschere si nascondo persone capaci di grandi passioni e grandi sentimenti. Lei all’inizio si sente inadeguata a un uomo della levatura del cancelliere mentre lui non ha più fiducia in niente e nessuno però, come ormai siamo abituati, la passione saprà travolgerli, cambiarli e dare un senso alle loro esistenze.

Uno stile, quello dell’autrice, che fa divorare i suoi libri uno dopo l’altro e se ogni volta mi dico: “basta, è una serie infinita” ogni volta mi devo ricredere perché sono sempre belli, ben scritti e interessanti. Come sempre però, nelle novelle manca qualcosa, o meglio, c’è tutto ma è troppo veloce, meno approfondito, ed è veramente un peccato perché le pagine scorrono così in fretta che si fatica ad affezionarsi ai personaggi o a conoscerli bene.

Consigliato!

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