Recensione “SPEAKEASY” di Sara P. Grey

 

Chicago, 1930.

Appartengono a mondi diversi, a volte in conflitto. Altre in competizione.

Questa volta devono collaborare, per sopravvivere.

Obiettivi differenti, un’unica cosa in comune: la volontà, ferrea e irriducibile, di raggiungerli. Ma chi sarà disposto a sacrificare di più, per ottenere ciò che vuole?

Ashton, il ricco e sfrontato giovane broker che tenterà tutte le strade, anche quelle illegali, per superare la crisi che minaccia di distruggerlo?

La spregiudicata ed esuberante Beatrice, disposta a fare carte false per diventare ricca e famosa?

Oppure la timida e schiva Ellie, a cui serve solo qualcuno che creda in lei per trasformare il suo sogno in realtà?

 

Il “bambino anni ’30” della mia adorata Sara P. Grey!

Piano piano sto recuperando le prime pubblicazioni di questa brava autrice made in Italy, e mi sono imbattuta in questo mafia-romance che parte in sordina, per poi esplodere durante lo svolgimento.

Non c’è che dire, gli uomini partoriti dalla mente di Sara sono sempre favolosi: Ashton è bello, affascinante, dolce e premuroso ma… un tantino incasinato con i loschi affari della mafia ai tempi del proibizionismo. Scapolo ambito del jet set, il bel banchiere si sente intrappolato nella posizione che ha ereditato dal padre, quando incontra la bella moretta dalle gambe favolose, così diversa da tutte le gatte morte che gli muoiono dietro, parte un corteggiamento spietato.

Ellie fugge da quell’ambiente malfamato che gli ha devastato la famiglia, è una ragazza onesta e seria e non ama le scorciatoie per arrivare in alto. Lei e la sua macchina da cucire creano sogni che si indossano, ha un vero talento che viene miseramente sfruttato da un famoso atelier di Chicago.

Prova quasi fastidio alle attenzioni dello scapolo d’oro e se ne resta sulle sue per non rimanere scottata.

Ma quando acqua e olio si scontrano ci vuole un bello shake per emulsionarli, e questa storia ha le carte in regola per ribaltare le opinioni, scaldare gli animi e far perdere qualche battito anche al nostro cuore.

Le ambientazioni storiche mi piacciono sempre, soprattutto se vi è dietro un buon lavoro di ricerca, e Sara ha reso la sua storia perfettamente credibile, animata e scorrevole; ha inserito anche un pizzico di soprannaturale che ci sta perfettamente.

Consigliato!

 

 

firma Anna

firma Claudia

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