Recensione “Sotto la superficie” di RJ Scott

 

 

Nell’estate più torrida di sempre, il bacino di Iron Lake si prosciuga… e ciò che riemerge dal fango è un segreto che Lancaster Falls avrebbe preferito dimenticare.
Chris Lassiter è un autore horror di successo, ma la fama ha prosciugato la sua ispirazione. Intrappolato tra pagine bianche, pressioni editoriali e un blocco creativo sempre più soffocante, viene spedito in una baita isolata con un unico ordine: scrivere. Ma a Lancaster Falls non troverà solo silenzio e isolamento.
Sawyer Wiseman è tornato nella cittadina da cui era fuggito anni prima, dopo che un caso finito nel peggiore dei modi ha spezzato la sua carriera a Chicago e lasciato cicatrici profonde. Ora lavora nella piccola polizia locale, tra vecchi rancori, corruzione sommersa e cold case che nessuno sembra voler davvero risolvere.
Quando il lago restituisce i resti di un uomo scomparso, la tragedia diventa un caso mediatico e riapre ferite mai guarite. Chris e Sawyer si ritrovano coinvolti in un’indagine molto più oscura di quanto immaginassero, mentre l’attrazione tra loro cresce tra sospetti, paura e verità sepolte. Perché a Lancaster Falls il passato non resta mai morto per sempre.

 

 

Hi readers Sale e Pepe,
Oggi vi parlo di “Sotto la superficie” di RJ Scott.

Ammetto che questo libro non mi ha convinta fino in fondo, e la cosa mi dispiace anche un po’, perché da R.J. Scott mi aspettavo decisamente qualcosa di più. È un’autrice che sa il fatto suo, ma questa volta ho avuto la sensazione di leggere una storia poco equilibrata, con alcuni aspetti davvero ben sviluppati e altri lasciati un po’ troppo indietro.

Il problema principale, per me, riguarda i protagonisti. Chris e Sawyer non mi sono arrivati come speravo, li ho trovati due personaggi abbastanza “piatti”, con una caratterizzazione superficiale e con poca profondità emotiva. Sappiamo il minimo indispensabile su di loro e questo rende difficile affezionarcisi. Avrei voluto entrare di più nella loro testa, capire meglio le loro paure, i loro traumi e ciò che li rende unici. Invece tutto resta un po’ in superficie.

E poi c’è la storia d’amore. Anche qui purtroppo casca l’asino. La loro relazione nasce praticamente dal nulla, due sguardi, qualche battuta e siamo già ai sentimenti profondi e amore vero. Davvero? Anche no, grazie!
Continuerò probabilmente a non capire mai l’instant love che già non è il mio trope preferito, poi raccontato in questo modo…

Se ci fosse stata una costruzione più graduale, qualche momento in più per far crescere il legame, avrei sicuramente apprezzato molto di più la componente romantica.

La parte crime, invece, funziona decisamente meglio. Il mistero legato al lago, il ritrovamento del cadavere, i segreti della cittadina e i colpi di scena sono gli elementi che mi hanno spinta ad andare avanti nella lettura. Qui si vede che l’autrice si è divertita e ha dedicato molta più attenzione ai dettagli, riuscendo a creare una buona atmosfera di tensione e curiosità. È senza dubbio la parte più riuscita del romanzo.

Ho avuto però la sensazione che tutto questo abbia finito per mettere in ombra il romance, che dovrebbe essere uno dei pilastri della storia. Il risultato è un libro che lascia un po’ di amaro in bocca perché avrebbe potuto dare molto di più.

Nel complesso è stata una lettura sufficiente a farmi decidere di leggere il seguito, sperando che nel secondo volume l’autrice riesca a trovare un equilibrio migliore tra indagine e relazione, dando ai personaggi quello spessore che qui, secondo me, è mancato.

 

Dani

Loading

La nostra votazione

Pubblicato

in

da

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *