Recensione “So che ci sei” di Elisa Gioia

 

 

 

Gioia crede di aver trovato l’amore della sua vita, ma quando ritorna da Londra scopre che il suo fidanzato Matteo, cantante di un gruppo rock che sembrava irraggiungibile, non solo l’ha tradita ma l’ha mollata con un misero foglio A4.

Con il cuore spezzato e un nuovo lavoro, Gioia intraprende una relazione privilegiata con il suo piumone, film alla tv e chili di gelato.

Fino a quando un incontro inaspettato a Barcellona cambia le sorti del suo destino.

Christian Kelly sembra uscito dalla copertina di una rivista di moda: bello, brillante, potente, sicuro di sé. L’intesa tra i due è immediata, finché Gioia non se lo ritrova davanti, nel suo ufficio, e scopre che dovrà lavorare a stretto contatto con lui per giorni.

Il mondo di Gioia sembra distante anni luce da quello di Mister Copertina. E poi lei ha smesso di credere nell’amore, nel principe azzurro sul cavallo bianco e nel ‘e vissero felici e contenti’.

Basta reprimere l’attrazione che prova ogni volta che lui le rivolge il suo irresistibile sorriso illegale e portare a termine l’incarico di lavoro.

Invece sarà il giovane rampollo newyorchese a dimostrarle che è proprio quando smetti di credere nell’amore, quando smetti di cercarlo, sarà lui a trovare te.

La scrittura di Elisa Gioia è sempre così fatata e ti incanta.

Cover strepitosa, note e fiori, la giusta copertina per il romanzo.

Si avrà il tradimento nei primi capitoli del romanzo, si avrà il deprezzamento dell’amore, la caduta di un cuore e l’innalzamento dei muri attorno al cuore ferito.

L’incontro con Christian non solo decreterà l’inizio di un rapporto lavorativo, ma anche l’inizio di un’attrazione inspiegabile.

Ed è proprio quanto “smetti di credere nell’amore, quando smetti di cercarlo, sarà lui a trovare te.” Inizia così il libro e, già dalla prefazione, si presuppone che la storia avrà i suoi alti e bassi e che il cuore ne subirà le conseguenze.

Mister copertina e Gioia, un incontro in un bar, un’email urgente da spedire per salvaguardarsi il lavoro, un bacio un po’ brillo e il gioco è fatto.

“Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo. Bè, le farfalle che sentivo nello stomanco avrebbero provocato un’apocalisse.”

Alla ricerca di un finale, di un lieto fine non scontato, una storia d’amore da raccontare ed un principe azzurro da amare.

“Avrai il tuo finale. Avrai il tuo lieto fine, uragano… Ci sono per te e ci sarò a salvarti, Gioia. Sempre.”

Ma la delusione è dietro l’angolo. Parole non dette, identità non rivelate, e-mail con un destinatario certo e mai palesato. La mancanza di fiducia vince sull’amore.

Ed è così che entra in gioco la variabile dell’amore. “Noi non siamo sbagliati, uragano. Solo non è il momento giusto. Ricordati, non c’è una data di scadenza per il dolore. Prenditi tutto il tempo che ti serve. Prendi il tempo per te stessa.”

Amo il modo di scrivere di Elisa Gioia, conosciuta con Indelebile e The Golden Boy. Ho continuato a seguirla e a leggerla, è maturata nella scrittura ma è rimasta la solita ingenuità e quel suo romanticismo da favola.

 

firma Claudia

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