Recensione “Six weeks” di Mikela Angelikova

 

Bluetta Calati disegna gioielli preziosi, ma la sua vita è sull’orlo del fallimento. Debiti, un passato da dimenticare e zero vie d’uscita.

James Zancan, re della finanza milanese, non perde mai una trattativa. Freddo, brillante, pericolosamente irresistibile.

E Blu è l’unica cosa che non è mai riuscito ad avere. Così le fa una proposta.

Sei settimane.

Una settimana al mese.

Regole chiare. Nessun sentimento.

In cambio, lui risolverà ogni suo problema.

Semplice. Pulito. Solo un accordo.

Finché una trattativa milionaria li costringe a fingersi fidanzati… e ciò che doveva essere solo una simulazione diventa fin troppo reale.

Perché condividere lo stesso letto è facile. Condividere il cuore molto meno.

E quando il contratto scade… chi avrà il coraggio di andarsene?

 

Un milionario in cerca di vendetta e un accordo di sei settimane. Tra il lusso di Milano e location esclusive, un soft dark romance magnetico e pericoloso.

James è un uomo che ha avuto successo nella vita ed è diventato un predatore paziente. Ha aspettato per anni che la ragazza che gli ha spezzato il cuore tornasse a tiro per potersi vendicare e, quasi come un dono dal cielo, Bluetta è caduta da sola nella sua trappola. La ragazza andrà da lui con una richiesta d’aiuto finanziario per salvare l’ex marito dai guai e le verrà offerta una transazione commerciale spietata: James le offrirà i soldi, ma in cambio vuole sei settimane in cui lei dovrà essere a sua completa disposizione.

Bluetta, però, non è affatto una sprovveduta. Le sue origini altolocate le hanno dato una spina dorsale d’acciaio; accetta il compromesso per necessità, ma senza piegarsi mai del tutto, difendendo con le unghie la propria dignità.

Grazie al doppio pov, la storia scava a fondo nelle zone d’ombra di entrambi. Da un lato c’è il passato di lei, segnato da un segreto inconfessabile che l’ha costretta ad allontanarsi da James proprio quando tra loro stava nascendo qualcosa. Dall’altro troviamo un James incattivito e spietato, un uomo che si è sentito rifiutato e che ha avuto cinque lunghi anni per far macerare il suo dolore trasformandolo in risentimento.

Bluetta non riesce a motivare questa tattica del ricatto, l’attrazione tra loro è palpabile e James saprebbe come essere irresistibile, eppure continua a fare il muro, mostrandosi distaccato, controllato e decisamente stronzo. Ma una volta scadute le sei settimane, riusciranno davvero a tornarsene ognuno alla propria vita come se nulla fosse successo?

In questo soft dark romance le dinamiche di controllo e di potere sono decisamente evidenti, Bluetta, che nella vita è una designer di gioielli, è una donna splendida e indipendente, ma profondamente sola. Vorrebbe solo qualcuno su cui contare, delle braccia in cui rifugiarsi, e per questo l’atteggiamento ambivalente di James la destabilizza continuamente: focoso e premuroso un momento prima, inflessibile e prevaricatore quello dopo. Si ritrova a sperare in un barlume di sentimento, per poi essere puntualmente ferita e annientata dalle sue parole. Anche James, d’altronde, è in crisi: ha sempre considerato le donne un passatempo e vorrebbe fare lo stesso con lei, ma le fragilità che Bluetta lascia intravedere fanno vacillare le sue certezze.

Questo genere di romanzi sa come alzare al massimo la tensione emotiva ed erotica, ma è un’arma a doppio taglio. Se una lettrice matura ed esperta sa godersi la storia catalogandola per quello che è, una fantasia erotica, su un pubblico più giovane e ingenuo c’è il rischio che vengano normalizzate dinamiche tossiche basate sul ricatto e sulla sottomissione.

Proprio per questo il mio giudizio sul libro è positivo, ma con una forte raccomandazione sull’età: ne consiglio la lettura esclusivamente a un pubblico adulto e consapevole.

 

Anna

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