Recensione “Sempre avanti, mai indietro. La mia vita alternativa” di Paolo Vezzani e Andrea Cangiotti

 

 

 

Paolo Vezzani condivide con altre persone il dramma del tumore, un male che lo ha privato prima del bacino e poi della gamba destra. Nonostante tutto, ha saputo reagire come pochi sono stati in grado di fare. Con il supporto del dottor Claudio Costa (dottorcosta) e del reparto di ortopedia a indirizzo oncologico dell’istituto ortopedico Rizzoli, è riuscito a procurarsi una carrozzina con ruota servoassistita e ha percorso su strada la tratta Bologna-Monaco. Da allora non si è più fermato e continua ad allenarsi per compiere altri viaggi, sempre affiancato da medici e amici. Prefazione di Max Temporali e di Claudio Marcello Costa (dottorcosta).

Questa settimana mi sono dedicata a lettura di grande impatto. Ecco questo è uno di quelli che ti lasciano sì a bocca aperta, ma anche con la voglia di sperare di vivere.

Vita.

Questo è il punto focale del romanzo.

Amare la vita, in tutti i sensi, nelle salite e nelle discese che si propongono lungo il percorso.

In questo libro il protagonista racconta la sua di Vita. Una vita fatta di capricci, di avventure, di rischi.

“Ero ribelle. Volevo a tutti i costi lasciare un segno nel mondo, e forse per questo da bambino non ho mai avuto paura di rischiare e mi sono buttato a capofitto in ogni difficoltà.”

Un uomo qualunque, nel pieno dei suoi anni, a cui all’età di 35 anni viene diagnosticato un sarcoma osseo, ossia cancro alle ossa.

“Imparai che la parola cancro è generica, perché ogni tumore ha la sua personalità.”

Dapprima privato di un bacino e, a distanza di un anno, a seguito di una recidiva, l’arto destro verrà amputato. Inutile dire che la riabilitazione è stata lunga, come anche i pensieri “disconnessi” del protagonista creeranno un po’ di instabilità nel lettore.

La forza che ne trae da questo “handicap” è “buttata” nella solidarietà, ed è questa la forza di questo libro.

La vita prima priva poi dona e spetta a noi attendere nella speranza di una mano tesa.

“La mia seconda opportunità me la volevo giocare bene, facendo in modo di aiutare più persone possibili.”

Crea una ARCS ONLUS e la INVICTUS.

Questo libro lo consiglio per leggere di una forza inaspettata derivante dalla sfida paziente-cancro “Anziché fregare me, io ho fregato te. La sfida era tra noi due. Lui (il condrosarcoma).”

Lo consiglio per la voglia di vivere di Paolo.

“La mente è il nostro punto di partenza per raggiungere la vetta.”

Per le seconde possibilità, un po’ diverse, date dalla vita.

Per la voglia di continuare.

“I medici mi avevano detto che ci sarebbe voluto un anno per raggiungere i risultati che io avevo ottenuto in 60 giorni.”

“L’interpretazione che Paolo ha dato alla vita è quella che ti porta dritto alla bandiera a scacchi senza perdere la gara.”

Diversi? Alternativi direi.

firma Claudia

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