
Kate Oliver, mamma single e divorziata, ha voltato le spalle da tempo al sogno di dedicarsi alla pittura. Tutto cambia quando, una mattina, sulla bacheca del bar che gestisce trova una citazione dell’Amleto di Shakespeare. All’inizio non ci dà molto peso, ma più i giorni passano, più la bacheca si riempie di versi shakespeariani, scatenando la curiosità dei clienti più affezionati del bar. Tra questi c’è Bardy, insegnante di inglese in pensione con la passione per la scrittura, che in quelle parole ritrova la speranza di riuscire a raccontare le sue storie. Lui, Kate e altri avventori decidono con coraggio di formare un gruppo impegnato a riscoprirsi e a inseguire i propri sogni. Per Kate questa esperienza rappresenta un nuovo inizio, una seconda possibilità di essere felice e di costruire nuove amicizie. E chissà, anche il suo cuore potrebbe tornare a battere di nuovo per qualcuno…

Un libro di rinascita, di seconde possibilità, che profuma di speranza, di un nuovo inizio.
Una vita, quella della protagonista, nella quale ha abbandonato sogni e aspettative per dedicarsi alla famiglia, fino a quando una mattina, sulla bacheca del bar che gestisce, trova la famosa citazione dell’Amleto “Essere o non essere” e inizia a pensare percorsi e scelte alternative per trovare la giusta risposta a quel quesito.
Kate è una protagonista normale, single, divorziata, con tre figlie, un talento che ha messo in stand-by per molto tempo e la voglia di ritrovarsi anche in tarda età.
Ritrovare i suoi spazi, le sue passioni, dopo la fine del matrimonio e una lunga malattia.
In quella bacheca ogni giorno compaiono versi shakespeariani nuovi e poi c’è Bardy, insegnante in pensione che troverà il coraggio di credere nuovamente nelle sue storie.
Amo la scrittura della Page, è delicata, soave, e racconta storie di persone normali, il classico: “ragazze/i della porta accanto.”


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