
In un mondo in cui alle donne viene cucita sul volto una Seconda Pelle, Gregorio cresce imparando a non fare domande. Sua madre non ha una bocca. Le bambine non hanno un nome. Le ragazze vengono scelte, consegnate, cancellate. Ma quando il giorno della sua cerimonia arriva, Gregorio si trova davanti a una scelta impossibile: obbedire al mondo che lo ha cresciuto o guardare finalmente l’orrore che tutti fingono di non vedere.
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Lei è una guardiana. Una di quelle che obbediscono, sorvegliano altre donne e riportano indietro chi prova a fuggire. Poi l’amore le ha mostrato il volto della verità. Quando la compagna sceglie l’unico gesto rimasto per liberarsi, tutto ciò che credeva di essere si spezza. La colpa brucia. Il dolore scava, e sotto la Seconda Pelle resta una domanda impossibile: si può ancora vivere, dopo essere sopravvissute?

Seconda pelle non è un romanzo di intrattenimento, non vi farà battere il cuore: è un pugno nello stomaco duro, crudele, sofferto.
Ci troviamo in una società distopica che, per sottomettere il mondo femminile, ha deciso una pratica barbara: l’impianto di un dispositivo a coprire parte del viso, l’annullamento dell’identità attribuendo una matricola al posto del nome, abiti grigi, capelli tagliati, una vita esposta al controllo. Un’esistenza in balia delle decisioni folli degli uomini, l’azzeramento della capacità decisionale, un disegno che ricorda quello dei campi di concentramento o, se si può osare, direi ancora più crudele.
Gregorio, il giovane protagonista, è un testimone della condizione delle donne, di sua madre, dalla quale non ha mai ricevuto un vero bacio o un sorriso. È difficile osservare e giudicare quello che è stata sempre la normalità, ma raccoglie frammenti di un’altra verità, quella delle donne che sono state imbavagliate: la rassegnazione della madre, la rabbia dell’amica dai capelli rossi, le parole sussurrate delle vicine. Si alternano i capitoli fra la vita di Gregorio che scorre e i dossier sulle terrificanti procedure di SP (seconda pelle), i risvolti fisiologici, fisici e psicologici, le conseguenze aberranti, i primi esperimenti, i metodi di contenimento numerico.
Gregorio ha sviluppato una coscienza personale che va oltre gli insegnamenti della società e gli esempi paterni, e, nel suo piccolo, cercherà di fare qualcosa di significativo, fosse solo per un’unica donna che ha deciso di salvare…
Concludono il romanzo i capitoli dal POV di una guardiana, resa prigioniera dal dispositivo e dal suo amore proibito, una riflessione sulla propria condizione, sui sentimenti, sulla volontà di allontanarsi da tutto.
Impossibile rimanere non provati da questa storia: pur sapendo che si tratta di un racconto di fantasia, è inevitabile pensare a tutte le torture che sono state inflitte alle donne nei secoli e che ancora sopravvivono in certi angoli remoti del mondo. Una lettura che lascia con le lacrime agli occhi e l’orrore per quanto la paura e l’odio possano far concepire.



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