Recensione “Rubin” di Teresa Greco

 

 

 

Rubin Miller è il secondo figlio dei ricchi coniugi Miller. Proprietario insieme a sua sorella della gioielleria di famiglia, il Quilates è un posto che, nelle loro mani, ha subito un’evoluzione insolita.

Il destino lo porta a incontrare una bella e schietta prostituta di nome Lily. Il suo viso angelico, tempestato di peculiari lentiggini, è un dettaglio che resta impresso. Rubin le propone un affare importante, l’occasione di riscatto e indipendenza che lei ha sempre sognato.

Rubin e Lily sono ghiaccio e fuoco, ma la le loro vite sono accomunate dall’amarezza di lacrime passate, e dalla paura di amare e sbagliare.

Qualcosa comincerà a cambiarli e avvicinarli, tuttavia, il peso delle scelte fatte incomberà sul loro cammino. Si ritroveranno coinvolti in una situazione piena di segreti, incomprensioni, baci proibiti e suspense.

Spesso il passato può condizionare il nostro futuro, ma fino a che punto? Quale sarà la strada che intraprenderà Lily?

Queste due anime tormentate sono davvero destinate a trovarsi e congiungersi?

Una nuova serie da leggere assolutamente. Misteri, porte chiuse, omicidi, indagini, un’attività front-office per nascondere il vero nucleo degli affari, attività tra l’immorale e il geniale.

Ecco come si presenta la nuova serie di Teresa Greco, qui non si parla solo di passione ma l’adrenalina è alle stelle e misteri ancora da svelare porteranno il lettore ad avere un leggero attacco di tachicardia.

Rubin e Lily, come può una prostituta di strada far capitolare uno scapolo d’oro?

La storia di Pretty Woman si ripeterà?

E mentre la protagonista Julia Roberts, sognava il principe azzurro, il mazzo di fiori dal balcone e le serenate, la nostra Lily dall’amore sfugge, una sfiducia verso gli uomini che la fa solo scappare da tutto ciò che crea legami, emozioni e sentimenti. Lei vuole realizzarsi economicamente, lei la Barbie di Tottenham Hale.

Venderla ad un altro per affari, trattarla come pura e semplice merce, ma avere voglia di toccarla, di rubarle un brivido, di aprire quel cuore troppo a lungo messo a tacere.

Ho letto quasi tutto della Greco e ogni volta mi sorprende, da una semplice storia, crea un mondo dietro e dentro quel romanzo, personaggi che apparentemente sono lineari, nascondono mille insidie e mille sfumature.

“L’amore non fa per tutti. C’è chi riesce a trovarlo e conquistarlo con estrema facilità e c’è chi, invece, lo trova, prova a conquistarlo e riceve solo uno sgradevole rifiuto.”

Rubin è uno di quei personaggi che all’interno del libro fa appunto il personaggio, ha una maschera, una personalità di facciata, ma un cuore così grande, ma così compromesso che viene voglia di curargli le ferite e amarlo incondizionatamente.

E se vi chiedessi “un penny per i vostri pensieri”?

“Come faccio a spiegarti che mi fai sentire vivo? Che tu sei la sola persona per cui abbia deciso di correre il rischio di aprirmi e soffrire?… Tu dovevi essere mia, Lily e ti detesto per avermi rifiutato per dei pregiudizi.”

Ma l’amore è tossico, veleno, malattia del cuore, lividi di un corpo, è la pazzia della ragione, è l’uragano sulla terraferma, è l’apnea e morte dell’anima e Rubin conoscerà tutto questo.

“Conoscerti mi è servito solo a provare tutto ciò che ho sempre temuto: sofferenza.”

E se dietro un’apparente felicità, fatta di averi e soldi, si celasse il più grande flop?

Lily e Rubin ci faranno stordire ed impazzire. “Lo senti che voglio spiccare il volo con te? Vivimi, senza timori. Amami, senza rimorso.”

La serie continuerà con altri due capitoli, sviluppando e portando a termine tute quelle parentesi aperte in questo primo volume. Attenderò con ansia i seguiti.

La nostra votazione

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