Recensione “Quella notte il destino fu deciso” di Giada Bonasia

 

 

 

 

 

 

È il 1339. L’Europa sta attraversando una grave crisi. L’aumento demografico, l’agricoltura, tutto si è fermato, niente va più avanti. Due potenze si scontrano in questo difficile scenario, l’Inghilterra e la Francia, che fanno da cornice alla storia d’amore e di tormento tra Armand e Marichelle, protagonisti, loro malgrado, di diaboliche macchinazioni e di perfidi raggiri. Il lungo periodo di guerra, scontri, riappacificazioni e di complotti tra Inghilterra e Francia – conosciuto come guerra dei cent’anni – sarà il teatro di questo incredibile romanzo che, tra intrighi, amori, tradimenti, amicizie e cospirazioni, ci coinvolgerà lasciandoci spesso con il fiato in sospeso, travolti dalle passioni,  illuminati dalle speranze e spinti dal soffio del tempo che tutto lentamente trasforma e che ci spingerà al largo nel grande mare della vita.


Quando una donna viene amata da due uomini quello che ne può scaturire rasenta la follia.

Loran, vassallo di re Sigismond di Francia, viene tragicamente privato dell’amore della moglie e, per vendetta, scambia in culla la propria figlia con la neonata del suo re.

L’uomo educa Marichelle come un uomo, in stile Lady Oscar per intenderci, addestrandola alle armi e all’odio verso re Sigismond; il suo progetto è quello di farlo uccidere dalla propria figlia per vendicare l’atroce omicidio di Giselle.

Marichelle cresce in compagnia del (creduto) cugino Armand che la ama e la protegge, dilettandosi in battaglie e duelli per diventare una grande guerriera del casato Dupuarò.

A Corte, invece, la figlia di Loran, Celine, viene cresciuta come fosse l’erede al trono ma rivela un carattere debole e svenevole.

Dall’ Inghilterra arrivano Stephan e un misterioso accompagnatore che altereranno gli equilibri, ormonali e non, del casato Dupuarò e della corte dei Deprovuà.

Un romanzo ricco di personaggi ben caratterizzati, dalle vicende accattivanti e con tanti colpi di scena.

Vi chiederete quindi perché non abbia messo il massimo del punteggio a questo romanzo.

Io mi aspetto che un romanzo di più di 600 pagine e in vendita a € 22,50 sia opportunamente editato o, almeno, riletto e corretto da qualche beta reader di fiducia ma obiettiva.

Ho trovato il manoscritto pieno zeppo di refusi, errori ed ORRORI ortografici, ( “le” e “gli” messi a caso) preposizioni articolate errate, probabilmente dovute a usanze dialettali, ( appoggiò la testa NEL petto al posto di SUL) e reiterate per tutto il romanzo.

Nonostante la terminologia abbastanza appropriata vi sono errori sostanziali ( le lune indicano i mesi e non i giorni), anacronistici ( lo scotch whisky in Francia nel 1300?); i nomi dei personaggi sono francesi ma scritti in modo maccheronico (Dupuarò e Deprovuà) e Louise (nome femminile) viene attribuito ad un uomo.

L’appellativo “ser” non credo sia mai stato utilizzato in Francia.

I dialoghi poi sono approssimativi e troppi concetti ripetuti in modo superfluo e noioso.

Un vero peccato perché il ritmo narrativo è vivace, il lettore viene rapito dalle avventure dei tanti protagonisti e la conclusione viene affrontata in modo dettagliato ed esaustivo, a differenza di tanti best seller che lasciano insoddisfatti.

Coraggio Giada, hai del talento ma devi documentarti meglio quando affronti tematiche storiche e abbi l’umiltà di mettere in mano i tuoi lavori a qualcuno che possa “ripulirli” e renderli degni dei tuoi lettori, che meritano il dovuto rispetto.

 

La nostra votazione

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