
Il passato ha fornito a Griffin le armi per costruire attorno al proprio cuore un’armatura corazzata, perciò la domanda è: può un uomo che è un nerd smanettone di giorno e un modello appariscente di notte trovare la strada giusta per demolire ogni sua barricata?
Griffin Hudson è un uomo d’affari dal carattere forte, emerso dai bassifondi di Glasgow con le sue sole forze. Ha davvero poco tempo per le relazioni, data la sua vita ormai frenetica, e non ha mai pensato a instaurare un legame duraturo con qualcuno, figurarsi con un uomo.
Almeno finché non arriva Charlie.
Charlie McGregor è un nerd che ha avuto la capacità di reinventarsi come affascinante modello. È una contraddizione vivente, un enigma che Griffin desidera… no, che ha bisogno di risolvere. L’unico problema è che Charlie sembra più elusivo della Primula Rossa. E considerata la sua vita mondana, il vero quesito è se riuscirà mai a trattenerlo abbastanza a lungo da scoprire cos’è che lo attrae così tanto di lui.

Hi readers Sale e Pepe,
oggi vi parlo del libro “Proprietà di un milionario” di JP Sayle.
Voglio partire subito da una precisazione, il trope gay for you non mi fa impazzire, o meglio, è proprio la definizione che non amo. Credo molto nell’affermazione della bisessualità e nelle sue mille sfumature dell’arcobaleno queer e, quindi, quando tutto viene liquidato con “non mi sono mai piaciuti gli uomini, tranne lui”, un po’ storco sempre il naso. Detto questo, ho cercato di godermi la storia per quello che è.
E infatti, nel complesso, mi è piaciuta, anche perché proprio questo aspetto non è neanche così centrale come pensavo. Ci sono state diverse scene in cui ho riso davvero tanto e ho apprezzato il tono leggero e scorrevole della narrazione. È uno di quei romanzi che si leggono velocemente e senza troppi pensieri, perfetto se si cerca qualcosa di poco impegnativo.
Ci sono stati, però, momenti in cui ho avuto qualche “dubbio”, in alcune parti ho trovato le situazioni poco credibili o decisamente sopra le righe. Alcune scelte narrative sembrano messe lì solo per strappare una risata, ma finiscono per risultare un po’ troppo ridicole, tipo la questione della “gatta che parla”, per me è stata too much.
I protagonisti sono carini, ma anche qui ho sentito la mancanza di profondità. Griffin e Charlie funzionano come coppia, però la loro caratterizzazione mi è sembrata incompleta. Charlie, ad esempio, viene introdotto come qualcuno con ambizioni e voglia di fare carriera, ma questa parte di lui sparisce quasi subito, senza mai essere davvero sviluppata, nemmeno quando si confronta con Griffin, che in teoria potrebbe aiutarlo o guidarlo.
Griffin, invece, a tratti mi è sembrato un po’ troppo invadente, quasi uno stalker sempre pronto a seguire Charlie ovunque, trascurando persino il lavoro. E per uno col suo background, non è proprio coerente. Anche sul suo passato ho avuto qualche perplessità, poca roba e spezzettata oltre che senza un vero risvolto nel presente, una scena in particolare mi è sembrata messa tanto per.
La scrittura è un po’ sciapa, ma nel complesso la lettura è stata piacevole, ho sorriso, ma non lo definirei il libro dell’anno… né del mese. Una lettura carina, senza troppe pretese.




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