Recensione “Prenditi cura di quello che non siamo” di Annarita Mangialardo

 

 

 

Micky e Lo. Michelangelo e Loredana sono due ragazzi poco più che ventenni, felici e innamorati che hanno deciso di fare il grande passo: presto si sposeranno. Ma accade l’imprevisto.

Malt Peaks è una cittadina vicino a New York. Micky la raggiunge per dimenticare, per lasciarsi alle spalle un dolore insopportabile. Con l’aiuto di Billy prova a dare un senso diverso alla sua vita, cerca qualcosa che lo aiuti a capire, a vivere. E tra bevute, lavoretti e introspezioni si rende conto che non si può dimenticare il passato. Micky capisce che quello che è accaduto rimarrà per sempre impresso come un marchio nel suo cuore e nella sua anima. Non serve cambiare città, non è necessario cambiare continente perché la sofferenza ti segue dovunque. E anche recriminare su quello che è stato non aiuta a stare meglio. Però l’amore, quello vero, la passione travolgente non sparirà mai. Un legame forte non potrà essere spezzato. Un romanzo d’amore, un racconto di sofferenza e rinascita, una storia toccante e malinconica. Una fiaba per chi crede nel lieto fine. Nonostante tutto.

“Ecco cosa siamo, io e Lo. Tutto questo. E forse qualcosa che ancora dobbiamo scoprire. Qualcosa che, forse, stasera scopriremo insieme. E nel prossimo futuro.”

Un imprevisto, un evento catastrofico porrà fine ai sogni di questi due ventenni, Michy e Lo, un viaggio a Malt Peaks forse renderà tutto più tenue, più sopportabile, più concepibile.

Un viaggio a ritroso tra ricordi, fotografie, un amore spezzato troppo presto.

Lasciarla andare, ancora una volta e questa volta per sempre, questa sarà la prova finale da affrontare.

Struggente.

Indimenticabile.

Semplice.

Diretto.

Un colpo al cuore.

Un legame così forte che neanche la morte potrà spezzare.

Sofferenza, dolore, lacrime e tanto amore.

Un libro che ho assaporato tra le lacrime, tra un dolore acuto al petto, un battito mancato e un sorriso flebile sulle labbra.

Una lenta melodia, il colpo del distacco, quella mano sempre tesa alla ricerca dell’anima gemella.

Un viaggio sublime nel pianeta cuore.

“Sei tu che non mi lasci andare.”

ELEONORA

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