Recensione “Play boy” di Samantha Towle

 

 

 

Sono il figlio di un’icona. Di una leggenda. Di un membro della famiglia reale del rock. Un uomo che non ho mai incontrato. Ma mi sono paragonato a lui in ogni aspetto della mia vita. L’unico momento in cui mi sento me stesso, davvero me stesso, è quando sono sul palco con la mia band. Ma più diventiamo famosi, più spesso vengo paragonato a lui. Non sono lui. E non lo sarò mai. Vorrei solo che la gente lo capisse. Ho bisogno di staccare da tutto, specialmente dopo un litigio che mi ha spinto a saltare in macchina e a lasciarmi alle spalle Los Angeles. Ma per uno stupido errore sono costretto ad accostare. E mi trovo di fronte una ragazza che è l’esatto contrario di chiunque abbia mai incontrato nella vita. E non ha idea di chi io sia. Anche se lo sapesse, non penso che le importerebbe. Pensa solo che io sia un uomo gentile. La trovo intrigante. E bellissima. Sono bloccato per la notte in questo paesino, mentre mi sistemano la macchina. Ma sto pensando di restare un po’ più a lungo. Sono Storm Slater, chitarrista degli Slater Raze e figlio unico del grande, compianto Johnny Creed. Ma qui, ora, non sono nessuno. Sono uno qualunque. Questa cosa mi piace tantissimo. E lei mi piace ancora di più.

Si sente musica nell’aria ed un pizzico di amore.

Galeotto fu il carro-attrezzi e la Main Street.

Storm Slater, promessa della musica, e Stevie, fanatica della musica anni Ottanta, proprietaria di un B&B.

Una chiamata all’officina del fratello, Stevie andrà a recuperare Storm nella famosa Main Street della città, non riconoscendolo, lo tratterà solo come un ospite del B&B, e cliente del fratello, per Storm sarà l’inizio della normalità, e di quei battiti impazziti che scandiscono l’amore a prima vista.

“Stevie è la mia ultima partita.”

Un romanzo in cui, tra suoni rock e colpi di chitarra, l’amore inizia a decollare lasciando crepe e gioie nel cuore.

Ci terranno compagnia i pensieri “sconci” della protagonista e quelle sue battute da °#chissadadovelehauscite, le note di canzoni sconosciute e quelle intramontabili degli anni Ottanta.

Una lettura senza pretese, senza troppi preamboli, con un piccolo passato da sormontare.

ELEONORA

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