Recensione “Per una parola di troppo”di Antonella Pellegrino

 

 

 

Alla soglia dei trent’anni, James Morris non ha alcuna intenzione di “sistemarsi”. Con la sindrome di Peter Pan e un odio profondo per i cambiamenti, le catene di una relazione seria non fanno per lui. Ora che il suo migliore amico è sposato e ha dei figli, è spaventato dai cambiamenti inevitabili che lo circondano. Come se non bastasse, un segreto che si porta dietro fin dall’adolescenza rischia di venire a galla a causa di Ryan Walker, il nuovo barista del Bulls.

Ryan è bello, sexy, divertente e carismatico. Fa rinascere in James sensazioni e impulsi che, dopo una terribile esperienza vissuta durante l’adolescenza, ha sempre combattuto con fermezza. Il rapporto di amicizia che si crea in modo quasi naturale tra i due non aiuta James a ignorare l’attrazione irrefrenabile che prova per il barista. Quando Ryan dà prova che il suo interesse è ricambiato, James si rende conto che non può più fingere, e cedere al desiderio di fare sesso con quell’uomo grosso e muscoloso dallo stile hipster sembra la cosa più giusta da fare. Il problema nasce quando quel desiderio non si spegne neanche dopo averlo fatto. Ma, in fondo, non è poi così una cattiva idea iniziare una relazione da scopa-amici, giusto?

La vita di James, però, subirà una rivoluzione che gli farà capire che l’amore non è così terribile come crede, e che non tutti i cambiamenti sono negativi.

Non ho letto gli altri libri della serie, quindi non conoscevo la coppia protagonista e tutti gli amici che li circondano (cercherò di rifarmi).

James è il protagonista indiscusso, allegro, ironico, dolce e caparbio; Ryan è simpatico, gentile e con un bagaglio emotivo non indifferente.

Una coppia ben assortita, che non decolla da subito, ma quella lentezza, quella pacatezza fa aumentare l’amore nei loro confronti.

Ci saranno freni ad impedire il vero decollo della storia, ci saranno remore, dubbi, perplessità, paure a frenare il tutto, e li ameremo anche per questo.

Assisteremo alla lotta interiore di James nel rivelare i suoi sentimenti, la rabbia ci porterà a voler entrare nel libro e prendere di petto la situazione, facendo svegliare questi protagonisti.

Tra le risate mi sono arrabbiata, mi sono emozionata nello scoprire i loro stati d’animo e quell’indecisione dettata al cuore dalla ragione.

Una scrittura trascinante, con un cadenza armoniosa, ironia e amore si alternano in egual misura.

La consiglio assolutamente.

firma Claudia

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