Recensione “Ossessione” di Lucrezia Luce

A una festa nel suo appartamento milanese, Sebastiano trova un giovane pittore nascosto nello studio, in apparenza affascinato dalla sua collezione privata di quadri. Scambiano solo poche parole, finché il ragazzo – Tommaso – non viene richiamato fuori dalla stanza.
Inizia così l’ossessione di Sebastiano.
Niente più solitudine con cui proteggersi dalle emozioni, niente apparenza dietro cui celare i suoi fallimenti passati e nessuna convenzione sociale a salvarlo dalle tormentate oscurità del pittore.
Se solo fosse in grado di amare come dovrebbe, e se solo Tommaso sapesse farsi amare di conseguenza…

 

Hi readers Sale e Pepe,

oggi vi parlo del libro “Ossessione” di Lucrezia Luce.

Questo romanzo mi ha lasciato sensazioni contrastanti, nel complesso è stata una lettura positiva, ma non coinvolgente al 100%.

È stata piacevole e intrigante sotto diversi punti, tuttavia alcuni aspetti strutturali e narrativi non mi hanno permesso di esserne completamente conquistata. Per esempio la scelta di un punto di vista unico, quello di Sebastiano, è probabilmente l’elemento che più ha inciso sulla mia esperienza in negativo. Già in generale non amo particolarmente i pov unici, ma in questo caso, secondo me, ha creato un distacco tra i protagonisti.
Sebastiano è un personaggio meglio delineato, le sue fragilità, i fallimenti passati e il modo in cui vive le emozioni vengono esplorati e raccontati con tante sfumature. È una voce narrante che accompagna il lettore senza ambiguità e mettendo a nudo ogni cosa. Al contrario, Tommaso resta a lungo una figura sfuggente e misteriosa. Fino a quasi la fine sappiamo molto poco di lui, e quel poco è raccontato come pezzi di un puzzle, e questo rende difficile entrare davvero in sintonia con il suo personaggio o comprenderne fino in fondo le motivazioni delle sue azioni.

Nonostante ciò, la relazione tra i due è sviluppata in maniera equilibrata, con una progressione credibile fatta di tappe intermedie e tensioni ben dosate, anche perché il gap age importante richiedeva questo. Il BDSM non è trattato come semplice elemento decorativo o provocatorio, ma come parte centrale delle dinamiche emotive e relazionali tra i due ed è inserito con coerenza e rispetto e questo è, senza dubbio, uno dei punti di forza del romanzo. Anche l’arte è un’altro elemento centrale della storia, non solo una cosa che accomuna Sebastiano e Tommaso, ma molto di più, un modo per comunicare, per soffrire, per gioire, flirtare e tanto altro, ho apprezzato tantissimo tutto questo.

Un aspetto che, invece, mi ha convinta meno è l’uso del “voi” da parte di Tommaso. Comprendo che sia una scelta voluta e funzionale alle dinamiche di potere descritte, ma personalmente l’ho percepita come un freno alla creazione di un’intimità più profonda, soprattutto sul piano emotivo. Ripeto, però, questa è stata una mia percezione.

Dal punto di vista del ritmo, il libro risulta lento e con pochi colpi di scena, ma questo non è del tutto negativo. La storia non è piatta, ma semplicemente basata su una dimensione più introspettiva e rilassata rispetto a una adrenalinica o dinamica.

Il finale, infine, mi è sembrato un po’ “tirato”, avrei apprezzato qualche approfondimento in più per dare maggiore attenzione al tutto.

In sintesi, ho trovato questo un romanzo intenso e curato, che ho apprezzato pur con qualche eccezione, lo consiglio a chi cerca un’intensità emotiva forte e profonda.

 

 

Dani

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