Recensione “Omicidio a Mosca” di Joseph Kanon

 

 

 

Era il 1949 quando Frank Weeks, un agente della neonata CIA, dopo aver combattuto in Spagna, decise di fuggire a Mosca. Da quel momento in poi, nessuno ebbe più sue notizie. Adesso, dodici anni dopo, ha deciso di scrivere la sua biografia, approvata dal KGB, che si preannuncia un bestseller internazionale, per questo si è messo in contatto con suo fratello Simon, che lavora nell’editoria, al quale ha chiesto di raggiungerlo a Mosca per aiutarlo nell’editing del manoscritto. Si tratta di un incontro che Simon teme e desidera allo stesso tempo. Da un lato è sicuro che il libro sia di parte e fazioso, a causa del rancore di Frank nei confronti della CIA. D’altro canto, è l’occasione per rivedersi dopo tanti anni, ed è per questo che decide di accettare. All’arrivo di Simon a Mosca, Frank è quello di sempre, ma più passa il tempo e più Simon si rende conto che il fratello lo sta trascinando in un altro dei suoi intrighi, schiacciandolo tra CIA e KGB in un gioco fatale. Un gioco al quale uno dei due fratelli rischia di non sopravvivere.

Siamo nella mosca del ’61, nel clima pesante, grigio, gelido dell’unione sovietica. I protagonisti sono due fratelli, Simon e Franck, cresciuti nell’élite di Harvard. Molto uniti tra loro, Simon, il fratello minore che ha seguito ogni passo di Frank, sceglie di arruolandosi nelle OSS, come lui. Frank da giovane aveva combattuto in Spagna tra i repubblicani, fu un agente della CIA e fuggì in Russia diventando un traditore. Portò un velo nero su tutta la famiglia e, per ben 12 anni, i loro rapporti furono pressoché nulli.

Simon, negli Stati Uniti, dirige un’importante casa editrice e vola a Mosca dopo anni di silenzi per aiutarlo a scrivere un libro che sicuramente sarà un bestseller.

Le differenze di vedute e i vecchi rancori non tardano ad arrivare. Il credo del fratello per la CIA nemmeno. A vigilare il tutto c’è Boris, un agente del KGB. C’è un grande braccio di ferro tra CIA e KGB, questo gioco potrà portare Frank, con l’aiuto di Simon, a scappare negli Stati Uniti oppure alla fine di uno dei due fratelli.

Questo bestseller scorre veloce, molto ricco di particolari, ma in un clima molto pesante e cupo. Moltissime descrizioni delle riunioni occidentali, molti intrecci spionistici che mi sono risultati un pochino impegnativi da seguire, ma saranno sicuramente super apprezzati dagli amanti del genere, da chi ha il palato complesso, e dai lettori più esigenti di dialoghi molto fitti e domande molto ideologiche.

firma Claudia

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