Recensione “Non sono solo una signora” di Melanie Breath

 

 

 

Irene ha quarantacinque anni e tanta voglia di riscatto. Non sa che la vita, quella stessa che le ha portato sacrifici, delusioni e qualche gioia, ha ancora in serbo per lei un’opportunità. Irene avrà fra le mani il potere di spezzare le catene del passato, ma il suo mondo accetterà il cambiamento o le presenterà il conto?

Non è mai facile iniziare a parlare di un libro che non ti entra entro. E questo, purtroppo, è il caso.

Ho letto la trama un po’ di tempo fa e ho deciso che dovevo leggerlo, a tutti i costi. Perché? Beh, perché non era il solito romance, i protagonisti non erano i soliti “ragazzi”, ma bensì una donna.

Una donna di 45 anni provata dalla vita, dalle circostanze, da una non famiglia e, alle volte, da scelte sbagliate.

Il libro ruota intorno alla vita di Irene, con le sue insicurezze, la sua bontà d’animo, il suo preoccuparsi sempre e comunque della vita degli altri senza preoccuparsi della propria felicità.

Un libro con un significato profondo, un libro che parla delle seconde possibilità, anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, c’è sempre qualcosa per cui vale la pena combattere.

Un libro che tratta di argomenti sicuramente “spigolosi”, non facili da digerire, ma comunque di attualità.

Quindi ecco, quando ho preso tra le mani questa lettura, mi aspettavo una valanga di emozioni strisciarmi sulla pelle, ma purtroppo così non è stato.

Il modo di scrivere della Breath non è nelle mie corde, non mi arriva.

Forse è un mio problema, o forse, proprio la sua scrittura mi impedisce di entrare in empatia con i protagonisti.

L’ho definito un libro senz’anima, un’affermazione forte vero, ma quando una storia del genere non riesce a farti versare nemmeno una lacrima, allora il problema è evidente.

Già dopo i primi capitoli, mi ero resa conto che qualcosa non andava, sembrava di leggere la lista della spesa ( lei dice, lui fa, lei va..) una lista infinita di azioni che tolgono l’empatia che un lettore dovrebbe provare.

Mi dispiace scrivere tutto questo, ma mi aspettavo una valle di lacrime, mi aspettavo il batticuore, la sofferenza e infine l’amore. E si sa, quando hai determinate aspettative, il non vederle realizzate, fa male.

Proverò di nuovo a leggere qualcosa di questa autrice, per capire se è il suo modo di scrivere o proprio questo libro in particolare che non mi arriva.

Peccato, poteva essere una bellissima lettura e invece ho arrancato per arrivare alla fine.

 

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