Recensione “Non mi arrenderò mai” di Gwendolen Hope

 

 

 

Sono passati solo pochi mesi da quando il matrimonio tra Salvatore Mancuso e Anna Turturro è andato a monte. Per rimediare all’offesa nei confronti di una delle più potenti famiglie italoamericane di New York, Joe Turturro offre a Salvatore la sua primogenita, Rose, che sembra una scelta perfetta: giovane, attraente, viziata e superficiale quanto basta. Rose non vede l’ora di fare il grande passo, crede che sposandosi la sua vita diventerà tutta una girandola di occasioni, che il matrimonio con Salvatore le regalerà i diritti e i privilegi della moglie di un capofamiglia.

Ma viene rapita il giorno stesso delle nozze.

Una volta ritrovata, Rose è un’altra donna. Tutto quello che prima le sembrava importante, dopo il suo ritorno a casa le appare privo di significato e soprattutto il rapporto con il suo nuovo e sconosciuto marito si rivela burrascoso e perverso. Rose dovrà fare i conti con un uomo che non conosce e che non la conosce. Ma l’amore, imprevisto e non voluto, arriverà a sorpresa tra i due e con la sua forza dirompente travolgerà e complicherà ogni cosa.

Avevo letto il libro che parla di Anna, mi ero ripromessa di conoscere questa autrice e casualmente ho scelto quest’altro libro che parla della sorella di Anna, Rose. Accondiscendente figlia del boss, bella, amabile, ricca e viziata. Promessa sposa a Salvatore per rimediare ad un offesa da parte della sorella, Rose, si ritrova al giorno delle nozze a fianco di un perfetto sconosciuto e subito dopo rapita e stuprata.

Riuscirà a ritrovare se stessa? Riuscirà a ritornare la donna bella e solare, dedita allo shopping?

Tutto cambia in lei, tutto ciò a cui credeva e che amava appare sotto un’altra luce. Il marito “abbandonato” la prima notte di nozze, vorrà riprendere il ruolo e il posto che gli spetta e lei sarà in grado di adempiere ai propri doveri?

“La sua vita era stata presa e fatta a pezzi, coriandoli così minuscoli che non avrebbero potuto ricomporre più niente.”

Devo ammettere che mi è piaciuto molto questo libro, la Hope ha saputo calibrare passione e orrore, amore contro violenza. I temi trattati sono abbastanza delicati, si parla di violenza fisica, psichica, di omicidi, aborti, mafia e vendette, ma la sua scrittura abbastanza camaleontica è riuscita a non cadere nei cliché, a non risultare infantile in alcuni passaggi, mielosa in altri o troppo agguerrita in altri ancora.

Devo complimentarmi con l’autrice, ho amato molto il personaggio di Salvatore che lentamente e taciturno si è svelato ai noi lettori, regalandoci sfumature del suo carattere orgoglioso, possente e amorevole.

La nostra votazione

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