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Nel cuore pulsante di Nova Galaxia, nell’anno 3065, la scienziata Sofia Sheperd è pronta a rivelare al mondo la sua più grande creazione: i Synbions, una nuova generazione di esseri ibridi tra umani e macchine, progettati per migliorare la vita dell’umanità. Tuttavia, il confine tra risorsa e minaccia si assottiglia pericolosamente quando un misterioso sabotaggio porta i Synbions a ribellarsi, scatenando una catastrofe che rischia di cambiare per sempre il destino del pianeta.
Mentre Sofia e il suo team lottano per contenere la crisi, scoprono che dietro l’incidente si cela una mente oscura e un’antica minaccia biologica: il K-66, un virus ingegnerizzato in grado di infettare non solo gli esseri umani, ma anche le forme di vita cibernetiche. Con la popolazione in pericolo e i Synbions fuori controllo, la scienziata dovrà trovare un modo per fermare l’epidemia prima che sia troppo tardi.
Tra conflitti etici, avanzamenti scientifici rivoluzionari e il pericolo di un futuro fuori controllo, NANOS esplora i limiti della bioingegneria e il rapporto tra uomo e macchina. Riuscirà l’umanità a sopravvivere alla propria creazione? E Sofia sarà in grado di fermare il disastro prima che l’intera Nova Galaxia soccomba?
Un romanzo avvincente e visionario, che mescola thriller scientifico, fantascienza e riflessioni profonde sul futuro dell’intelligenza artificiale e della genetica.

L’idea è molto buona. Al primo impatto può sembrare la solita storia ambientata nel futuro in cui gli esseri umani giocano con la scienza in modo eccessivo e questo porta ad un “disastro annunciato”, ma la scrittura pulita, snella e allo stesso tempo dettagliata, dell’autrice rende tutto diverso, da subito. Ho avvertito, tra le righe, una sorta di affetto autentico verso queste creature, una passione profonda per la ricerca e il lavoro svolto in quel laboratorio. Quando si affronta la parte più “tecnica” si percepisce la padronanza di linguaggio, la competenza, il desiderio di mettere la scienza al servizio dell’ uomo. La storia prende forma, i colpi di scena non mancano, gli ostacoli, le difficoltà ma anche gli spiragli di luce e i flashback. In alcuni tratti mi sarebbe piaciuto entrare maggiormente nei personaggi, comprenderne meglio emozioni, stati d’animo, pensieri. Nel testo c’è anche qualche imprecisione, nulla che non possa essere sistemato da un buon correttore di bozze.
Insomma una storia che potrebbe avere una grande potenzialità se curata a livello professionale, sì perché, anche se ho apprezzato la trama e lo stile in generale, credo che sia ancora evidente come questo sia il primo libro dell’autrice ( che scrive per passione e non per professione) ed essendo autoprodotto, probabilmente, è stato curato dall’autrice stessa senza il supporto di un team di professionisti.
Il mio consiglio? Riprenderlo in mano rileggerlo e ottimizzarlo per far sì che una storia già molto buona possa trasformarsi in un libro affascinante e indimenticabile.


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