Recensione “Memoria geniale” di Nelson Dellis

 

Dal vincitore del Guinness dei Primati

La mente è il muscolo più potente che possiedi. Questo libro ti insegna ad allenarla.

Impara a ricordare nomi, volti, numeri e informazioni complesse in modo rapido e duraturo. Esercizi davvero efficaci, ideati da un campione mondiale di memoria, vincitore di due Guinness dei Primati

Il metodo, i trucchi e i segreti per allenare la concentrazione, ricordare nomi, numeri, informazioni e sviluppare capacità cognitive da record.

Nel 2009, dopo aver visto sua nonna lottare contro l’Alzheimer, Nelson Dellis decise di rafforzare la propria mente. Le sue capacità mnemoniche erano sempre state nella media, eppure con i giusti esercizi arrivò in breve tempo a vincere sei campionati USA e due Guinness World Record. In questo libro insegna a memorizzare nomi e volti all’istante, leggere velocemente con profonda comprensione, calcolare a mente con sorprendente precisione e concentrarsi quando conta di più. Dalle strategie per scacchi e giochi strategici alle tecniche per eccellere negli esami e nel public speaking, dal problem solving creativo al padroneggiare un cubo di Rubik, queste pagine offrono una cassetta degli attrezzi mentale per una vita più acuta e coinvolta.

 

Preparatevi a farvi aprire la testa, lucidare gli emisferi, aumentare le vostre funzioni superiori e compilare la domanda d’ammissione alla scuola di Xavier per giovani dotati, e tutto solo leggendo questo libro! Niente fastidiosi incidenti con sostanze radioattive o invasive tempeste cosmiche, solo una lettura. Una sola, peraltro. Dritta per dritta (so che avete pensato: “che faccio per attivare i poteri? Leggo al contrario durante il plenilunio, vestita da fungo prataiolo?” NO) e, al massimo e se siete particolarmente disciplinate, qualche esercizietto estemporaneo.

Partiamo col dire che, grazie a questo manuale, ho scoperto una cosa che non mi dimenticherò mai. MAI. Il cuore delle balene pesa come una macchina. Un po’ off-topic, lo ammetto, ma sapete che sono la vostra amichevole e nevrotica recensitrice di quartiere: un minimo di “ah, mmh, ok” me lo dovete concedere.

Tornando a noi, questo libro ci ricorda una cosa che ci dimentichiamo decisamente troppo spesso: ovvero che abbiamo davvero tante, tante, TANTE risorse a disposizione. E le snobbiamo. Le ghostiamo. Riparandoci dietro un ventaglione di “non ho tempo”, “basta il pollice opponibile” o “servirebbe a qualcosa, scusa?”, lasciamo che la nostra testa e tutte le belle cosine che ci sono dentro se ne stiano a mollo nel minimo sindacale. In folle o, al massimo, in prima. Dai.

Capisco che molti di noi possano anche obiettare di non dover partecipare a campionati di memoria, o di non essere assolutamente toccati dall’idea di non saper mantenere l’attenzione sostenuta per più di dieci minuti. Ma se ci pensate bene (e prendete questo se come una minaccia: pensateci bene!!), aumentare le nostre risorse attentive e mnestiche fantabulose fa parte della nostra beauty routine quotidiana. Va bene lo scrub, la crema e l’illuminante (sto sparando a caso: la mia vera beauty routine consiste nel comprare una maschera con la confezione giallo oro da 1,99 euri), ma va altrettanto bene saper gestire al meglio quello che ci tien su i capelli, diciamo.

Lo so, lo so. L’introduzione su Tesla cita che… “Nel 1882, mentre passeggiava in un parco di Budapest recitando versi di Goethe…” Capisco. Ogni capitolo inizia e rende omaggio a un genio, e i geni, si sa, conducono vite abbastanza insolite. Temo non troveremo mai una biografia geniale che contenga le stringhe di parole “cappuccino di soia al bar” e “osservando distrattamente il manubrio durante una lezione di spinning, ebbe l’idea di…”. Ma se diventiamo brave abbastanza da far sbocciare la nostra testa e diventare la versione più performante di noi stesse, giuro che mi batterò affinché le nostre biografie vengano scritte proprio così!

Dunque, partiamo da qui. Io sapevo di questa cosa e sono rimasta totalmente scioccata. No, giuro. Son sensibile, che vi devo dire. Il fatto che non esista il multitasking è una cosa che mi brucia più dell’inesistenza di Belmont Cameli (dico, mica crederete che uno del genere esista davvero? Su, da brave. Ripetiamo insieme: non esistono gli unicorni, i sexy-vampiri e i Cameli. Brave). Leggete un po’:

“La ricerca è chiara: il nostro cervello non è fatto per gestire più cose contemporaneamente. Pensi di essere multitasking, ma in realtà il tuo cervello passa velocemente da un compito all’altro, e ogni cambio ha un costo.”

Morta. Vi dico solo che dopo questo capitolo sono passata alla meditazione, e io sono una particolarmente affezionata alle mie nevrosi. Questo per dire che il libro è convincente, puntuale e scientifico. E bello. Ricco di immaginazione nell’insegnare l’arte delle immagini mentali (la famosa carta moschicida che forma la nostra memoria e ha il dovere di trattenere le informazioni-mosche… che schifo, sì, era per farvi capire meglio) e pieno di spunti, consigli e frasi memorabili. Non parlo solo delle citazioni storiche, ma di perle del genere:

“All’inizio, la tua mente vagherà di continuo. Penserai al lavoro, a ricordi a caso, ai testi delle canzoni, a cosa sta facendo quel rumore al piano di sopra, se i pinguini hanno le ginocchia… a tutto tranne che al tuo respiro.”

I pinguini non hanno le ginocchia?? (Aspettate, le hanno, ma sono nascoste dalle piume! Vabbè, chiusa parentesi).

E vogliamo parlare di quando arriva alla sezione che svela i trucchi per raggiungere il livello di deduzione di Sherlock Holmes, risolvere i problemi in modo creativo e smascellare le persone risolvendo i calcoli con la mente? Pure quelli renali, toh! Come disse una volta un saggio: fenomenali poteri cosmici… in un minuscolo spazio vitale.

Ora, potreste dirmi che non vi interessa stupire i vostri amici quando andate al ristorante e, arrivato il conto, il pagamento alla romana pretende che almeno metà del tavolo picchietti sulla calcolatrice del cellulare per leggerci sopra quello che voi avete appena dichiarato: “37 a testa. Ho arrotondato per eccesso, sennò facciamo il solito disastro con le monetine”. Mh. E allora vi dico che anche in un saggio del genere potreste trovare il vostro book boyfriend. Il mio è quel gran pezzo di fisico nucleare di Enrico Fermi. Che vanno bene gli addominali, i tatuaggi e lo sguardo inumidante… ma pure una reazione nucleare a catena controllata… così, sul tappeto della camera da letto… ha il suo perché.

Guardate qui:

“Quando diversi paesi hanno iniziato a cambiare il loro calendario, hanno dovuto saltare alcuni giorni. Paesi cattolici come Spagna, Portogallo, Italia e Francia hanno cambiato subito il calendario saltando dieci giorni per recuperare tutti quei giorni bisestili in più. Riesci a immaginare come deve essere stato? La gente è andata a dormire la notte del 4 ottobre 1582 e quando si è svegliata era già il 15 ottobre.”

AMO. E il bello, tra problem solving e decision making, deve ancora venire…

Voto: 5×3 su 1.000.000. “Ai miei tempi, la più bella aveva i baffi…” Cerchiamo di non sconfinare.

 

Anna

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