Recensione “Malyshka” di Elvereth Ahn

 

 

 

 

 

Queste sono le parole che Natalya Jurevna Zakharova, figlia di un noto politico candidato alle presidenziali, si sente rivolgere dallo sconosciuto che la rapisce, nel giorno del suo diciottesimo compleanno.

Sguardo indecifrabile e pelle macchiata d’inchiostro, il suo rapitore la confonde.

Per quello che le dice. Per come la guarda. Per gli improvvisi sbalzi d’umore.

Persino per il modo in cui si sente attratta dalle sue tenebre.

Natalya non ha mai provato niente del genere, ma sa di non potersi fidare. La vita le ha insegnato che alle persone piace manipolare, fingere, solo per ferire con maggiore intensità.

E sa che ogni persona custodisce dei segreti, lei compresa. Segreti che, anche soltanto evocati, hanno il potere di distruggere chiunque le si avvicini. Tuttavia, mai si sarebbe aspettata che la sua intera esistenza si basasse sulla menzogna.

Sulla vendetta.

Tutto il suo mondo si rivela finto. Anche l’uomo che sta imparando a comprendere non è chi credeva: sarà proprio lui a svelarle verità nascoste e dolorose. Verità impensabili.

E sarà lui a restarle accanto e a proteggerla dalla minaccia che incombe su di lei.

Una minaccia nata dal sangue, che sarà possibile contrastare solo grazie al sentimento più potente che esista. Più inarrestabile di un antico rancore e dell’odio.

Perché niente è più forte dell’amore vero. Speciale, raro e prezioso.

Come un quadrifoglio.

E’ una di quelle autrici che le leggi a prescindere dal titolo, dalla trama e dai protagonisti.

La ami.

In questo ultimo romanzo ha superato se stessa, e se negli altri ami in maniera pazzesca il protagonista maschile, in questo anche la protagonista ruba un pezzo di cuore.

Una lettura accantonata per altre più o meno urgenti, era arrivato il suo tempo ed ora eccomi qui a elogiare il contenuto di questo meraviglioso romanzo.

“Nataly è la bambina di cui mi sarei dovuto prendere cura, rappresenta l’idea di come avrebbe dovuto essere la mia vita. E’ il mio tormento, il mio rimpianto.”

La piccola Malyshka.

“Sei il frutto dell’albero proibito. Sei pericolosa. E io solo il peggiore dei peccatori.”

Un amore capace di vedere oltre le apparenze.

Un contemporary romance, a tratti mafia e age-gap, un mix ben gestito di sottogeneri, di amore e passione.

Due protagonisti che in un modo o nell’altro rimarranno nel nostro cuore per lungo tempo.

Amarli è d’obbligo, dimenticarli impossibile.

“Ricordi? Sarai sempre dove posso vederti, anche se tu non potrai vedere me.”

Ho gli occhi a cuoricino e con questo ho detto tutto.

ELEONORA

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