
Campbell Declan ha tutto: soldi, potere, un futuro assicurato. Ma dietro la facciata di perfezione si nasconde un’anima tormentata e un’esistenza fatta di ombre. Dall’altro lato della città, William Torn, un ragazzo che ha perso tutto a causa di Declan, brama vendetta. La loro faida, però, è destinata a cambiare quando scopriranno che il vero nemico non sono loro stessi, ma l’uomo che li ha uniti nel dolore: il padre di Declan, un demone che si nasconde dietro un’immagine rispettabile.
In un’epica lotta per la giustizia, Declan e William dovranno superare la loro rivalità e unire le forze per far crollare l’impero di un uomo senza scrupoli, liberandosi così da un passato che li ha costretti a vivere nell’ombra.
Per chi ha amato…
Se sei un fan di Fight Club per il suo cinismo e la critica sociale, e ti affascina il mondo di famiglie potenti e corrotte come in Succession, questa storia ti terrà con il fiato sospeso. Una vendetta che si trasforma in una lotta per la liberazione, un po’ come un moderno Conte di Montecristo, ma con risvolti psicologici che ti conquisteranno.

Dunque, avete presente quel terribile, tragico momento che segue la domanda “allora, sto bene?”, pronunciata da una vostra amica che indossa il vestito comprato appositamente per uscire con il tizio di teatro che le piace da due anni? Quella che avrebbe voluto fare biodanza, ma è arrivata al terzo anno di teatro solo per vederlo due volte a settimana? Ecco, approfittando di una cena in cui lui era ubriaco, gli ha estorto un appuntamento. Bene. E voi siete lì a guardarla in quel vestito che le fa undici pance e, addirittura, le espone le vene varicose. E sapete, lo sapete che dovrete essere diplomatiche, portarla alla comprensione del crimine estetico che sta compiendo con calma e gesso, parafrasando i vostri pensieri… avete presente??
Questo libro indossa un brutto vestito, ecco. Un vestito che lo fa sembrare una lunga e disorganizzata lista della spesa. E il fatto che sia privo di una vera forma dipende proprio dalla natura stessa dell’elenco: non è che puoi dare un senso a una sequenza di cose a caso… cioè, come colleghi i biscotti della prima colazione alla bresaola? Dentro il supermercato sai dove andare e morta lì. All’interno di questa storia, invece, i protagonisti passano da un luogo all’altro e tu devi stare attentissima a individuare quel punto nella lista che ti dice: è uscito, è salito in macchina, è da un’altra parte.
Vorrei mandare un messaggio a qualche amico, e dirgli un semplice: “bro andiamo a prenderci una birra.” Peccato siano tutti da liquori costosi. Decido così di andare a bere da solo. Salgo in sella alla moto, indosso il casco fissando per qualche secondo la villa, accendo e mi lascio alle spalle quella maledetta casa. Guido per circa un’ora, senza rendermene conto giungo al quartiere basso della città, scorgo presto un locale, uno di quei posti che puzzano di fumo e alcol scadente. Un luogo dove mio padre non potrebbe mai mettere piede.
Che Declan odi suo padre si è capito benissimo. Ma in questa catena di azioni e reazioni che si susseguono come se la dimensione del tempo fosse stata volontariamente tolta dalla storia (gli spazi ci sono, ma hey, che voglia di ordinare una bussola su Amazon!), risulta purtroppo difficile sentire quello che provano i personaggi, o avere un minimo di respiro per godere davvero delle loro vicende.
A proposito di godimento: nel capitolo 7 Declan pensa bene di accettare le avances di una minorenne in un bar. Mh… Declan, non abbiamo un distintivo e nemmeno le manette, vedi tu. Già che ci sei, però, fallo vedere anche a noi, che non si capisce dove sei. Intendo… scusa, dove l’hai messo? Mi pareva l’avessi estratto, dove sei venuto, ordunque, quando racconti…?
Si copre con un lenzuolo, lo tolgo con rabbia e le blocco le braccia sulla testa, ignorando le sue frasi, il pianto, e la paura. «È colpa tua! Sei tu che lo vuoi, a te piace quando faccio così!» I suoi occhi si aprono di colpo, lacrime e trucco si mischiano sul suo giovanissimo viso, raggiungo l’orgasmo, dopo altre spinte, esco da lei, prendo cento dollari dal portafoglio e glieli lascio tra i seni.
Cioè, vi conoscevate?? Dove spingevi e da dove uscivi, se un secondo prima le toglievi il lenzuolo con rabbia? E soprattutto: TRA I SENI?? Due nanosecondi e tre righe dopo, lui sta tranquillamente dormendo nel letto con Amethyst, la sua ragazza.
Ragazze scusate, io esco. Prima di “stellare”.


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