
Quante volte hai letto di atleti perfetti che salvano la ragazza di turno? Questa non è quel tipo di storia. Questo è il rumore del vetro che si infrange contro l’anima. La redenzione ha un prezzo che non tutti sono disposti a pagare.
Al Saint Augustine College, la perfezione non è un obiettivo: è l’unica moneta accettata. E nessuno è più povero di Juliet Moreno. Borsista per necessità e resident assistant per sopravvivenza, Juliet ha calcolato ogni respiro dei suoi ultimi tre anni per non tornare al nulla da cui è scappata. La sua vita è un’equazione priva di errori, fatta di regole ferree e distacco emotivo. Fino a quando l’amministrazione non decide di affidarle la variabile più pericolosa del campus: Cassian Black.
Difensore di punta dei Saints, talento dell’hockey e disastro ambulante, Cassian è tormentato dalla morte del fratello e in guerra col padre, Cassian usa il ghiaccio come via di fuga dalla sua vita e le risse come valvola di sfogo. È una bomba a orologeria, che rischia di far saltare in aria la carriera immacolata di Juliet. Costretti a una convivenza forzata, i due scoprono presto che l’odio è solo l’altra faccia di una medaglia molto pericolosa: il desiderio.
Ma infrangere le regole e cedere all’attrazione, tra i corridoi sorvegliati del Saint Augustine, significa firmare la propria condanna. Con il futuro appeso a un filo molto sottile, Juliet e Cassian dovranno scegliere se continuare a seguire le regole che li stanno soffocando o avere il coraggio di essere il disastro perfetto.

Ci sono romanzi che hanno bisogno della notte per essere “ascoltati”, quando la vita rallenta, il buio ci avvolge e il rumore si spegne.
Questa storia ha avuto bisogno delle mie notti affinché potessi raccogliere i suoi sussurri. I vuoti dell’anima mascherati da arroganza, la paura tenuta a bada dal controllo. E poi loro, Juliet e Cassian che, affiancati per caso, innescheranno l’inevitabile, un vortice che inizierà ad annebbiare la mente, vacillare negli schemi, per capire che potranno solo insieme essere la salvezza l’uno per l’altra.
Borse di studio da mantenere, reputazione da tenere immacolata, risultati da raggiungere, le loro vite sacrificate per poter sperare in un futuro che li riscatti da un passato di dolore.
Per abitudine sottolineo (virtualmente su Kindle) tutti i libri che leggo: descrizioni, situazioni chiave, citazioni… mi servono per quando dovrò scrivere la recensione o creare contenuti social. Ci sono libri che hanno a malapena una decina di note, questo ne ha ben 53!
Già me lo aspettavo che avrei dovuto prendermi una mezza giornata per mettere ordine nei pensieri e poter dare il giusto merito a questo lavoro.
Generalizzare dicendo: è uno sport/college romance mi pare riduttivo, i romanzi possono scriverli tutti, ma è come vengono raccontati a fare la differenza.
Puoi scrivere un romance, una ricostruzione storica, un racconto di fantascienza o qualcosa di più di “spessore” (secondo i detrattori del genere rosa), ma se non hai la capacità di infondergli l’anima, rimangono solo parole su carta. Quello che contano sono le emozioni, il coinvolgimento, l’empatia e la solidarietà che si crea fra lettore e protagonisti, il ritmo narrativo, poi, è la magia che racchiude tutto come un bel fiocco su un pacco.
In questo romanzo ho trovato tutto e di più, avevo letto su un post della C.E. che questo romanzo le aveva tenute sveglie di notte…ora comprendo, le mie occhiaie possono dimostrarlo! La sensualità che questo ragazzo spezzato emana è “lussuria. Pura lussuria. Qualcosa che non era di questo mondo.”
La storia è semplice: due ragazzi al campus, lei ossessiva compulsiva, lui in frenetica corsa per non pensare.
“Io cercavo di non impazzire con le mie regole. Lui, inseguiva la velocità. Diversi metodi, stesso veleno.”
L’autrice è stata chirurgica nell’affrontare i traumi che hanno devastato questi ragazzi. Non ha edulcorato nulla, ha esternato ogni sintomo: gli scatti di rabbia, il rifugio nell’alcol, il timore paralizzante di fermarsi.
“Quando chiudo gli occhi sento tutto. Ogni fottuta cosa.”
Juliet anestetizza la “discarica emotiva” dalla quale proviene igienizzando e schematizzando tutto. Non è solo ordine, è sopravvivenza: “Ero una perfezionista perché l’alternativa era la fame”. La disperazione, l’inadeguatezza e la fame di amore sono urla che arrivano dritte allo stomaco attraverso le pagine.”
Juliet e Cassian vengono affiancati nel lavoro di resident assistant, l’attrazione e quella ritrosia iniziale da battutine taglienti spezzano subito le gambe, le loro situazioni incasinate faranno il resto.
“Juliet Moreno era ordine, controllo, perfezione. Io ero caos, rovina e la meravigliosa libertà del fallimento.”
“Tu porti quel dolore come un’armatura, Cassian”
Il buio che li divora trova pace quando entrano in contatto, ed è lì che si f0tt0no il cervello, e le loro routine tanto rispettate vanno in malora. Spezzare per ricostruire, in un modo migliore, con tutti i freni che vorrà imporre lui per non rovinarla “tu non c’entri niente con il mio schifo, sei l’unica cosa pulita che ho toccato” e la determinazione di lei per non perdere quella guida “forse ho bisogno di qualcuno che conosca il buio, per non sentirmi così sola quando ci finisco dentro.”
Un romanzo stupendo che brucia e consuma, fino alle ossa… leggetelo!
5 stelle (e 15 ore di sonno perso…)



![]()


Lascia un commento