Recensione “L’orfana di Auschwitz” di Anna Stuart

 

 

 

La sedicenne Tasha Ancel si gira per dare un’ultima occhiata al luogo che le ha rubato la libertà e l’infanzia. Non ha idea di come abbia potuto continuare a vivere quando così tanti altri non ci sono riusciti. Per la prima volta da mesi, nel suo cuore balugina una scintilla di speranza per il suo futuro e per quello dei bambini più piccoli che ora si aggrappano a lei. Tasha è stata separata da sua madre dalle guardie delle ss, pochi giorni prima che i cancelli di Auschwitz si aprissero. Ora l’unica cosa che le rimane di lei è una ciocca di capelli ramati. Nel disperato tentativo di ritrovarla, Tasha chiede a tutti quelli che incontra se hanno visto una donna con i capelli rosso fuoco. Ma con così tante persone che cercano di rintracciare i propri cari nel caos del dopoguerra, riabbracciarla sembra un’impresa impossibile.

Ogni volta che si parla della seconda guerra mondiale e dell’Olocausto io scelgo il libro in questione; che sia un documentario, una storia d’amore, una sorta di testimonianza, vera o romanzata, ecco che prontamente lo prendo, lo apro e inizio a leggere di quegli orrori, per non dimenticare, per capire, per rimanere ancora una volta senza forze e senza emozioni di fronte alla crudeltà umana.

Siamo agli sgoccioli della seconda guerra mondiale, a ridosso della vittoria degli Alleati, quasi all’apertura dei cancelli e intanto una madre e una figlia, due delle tante, sono lì che cercano di sopravvivere dove vivere ormai è inconcepibile.

Tasha e Lydia, figlia e madre, separate proprio quando la vittoria e la libertà erano a portata di mano, divise ma con un’unica promessa urlata vicino a quel filo spinato che per tanto tempo ha delineato la loro vita: “TI TROVERO’.”

Tasha vivrà una vita a metà fuori da Auschtwiz, con il cuore a pezzi e con l’attesa tra le mani: sua madre è dispersa, scomparsa e non si hanno notizie né della sua vita né della sua morte.

Arrabbiata con il mondo intero e con le decisioni che prenderanno altri per lei, si ritroverà a Londra a vivere una vita che non sente sua… fino a quando il destino giocherà la sua ultima carta.

Un romanzo che mi ha tenuta incollata per una notte intera, soffrendo con i protagonisti e sentendo sulla mia pelle l’angoscia, il dolore di non riuscire a fare in tempo, di essere troppo lenta, fino a quando le parole sono state superflue e il cuore ha fatto la sua parte.

Anna

 

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