Recensione “L’enigma Matthew Alcott 1” di JD Hurt

 

 

 

Alle persone piace essere ricordate. E’ per questo che si scrive un libro, si dipinge un quadro, si scopre la cura contro il cancro.

Anch’io voglio essere ricordato. Nessuno deve dimenticare quello che mi è successo.

In un certo senso scriverò il libro della vita, dipingerò il quadro dell’Apocalisse, curerò la malattia peggiore.

Me stesso.

E lo farò sorseggiando il vino più dolce.

La vendetta.

Contro chi?

Non è importante il fine. Ciò che conta è il mezzo per raggiungere quel dannato fine.

Il mio strumento ha un solo nome.

Carrie Cockard.


Alle persone piace essere amate. E’ per quello che cerchiamo di essere belli, o simpatici; oppure semplicemente mentiamo per sembrare più gradevoli.

Abbiamo paura di essere abbandonati.

Io sono stata abbandonata e amata in eguale misura. Poi ho perso tutto. Il bambino che, durante l’infanzia, mi ha fatta sentire speciale, è scomparso.

E’ stato come se mi strappassero il cuore per gettarlo lontano.

Ma poi ho capito che si risale la china solo se si tocca il fondo. E la vita dovrà pure essere vissuta attraverso la dura lezione della memoria, ma può essere goduta solo lasciandosi dietro il dolore.

Non è importante in quale maniera.

Ciò che conta è che ho deciso. Finalmente voglio dimenticare il passato.

Quel passato porta un solo nome.

Matthew/Mowgli Alcott.

Matt e Carrie. Quando nulla è come sembra, ma ciò che appare finisce per diventare la sola cosa che conta.

Questo libro non è stato facile da leggere e non lo è ora da recensire.

E’ molto forte, crudo, violento ma altrettanto sensuale ed erotico, fino ad arrivare ad essere persino romantico, anzi, letteralmente affamato d’amore.

Non è un thriller ma una storia d’amore a tinte fortemente dark, così scure o oscure, da impedire spesso al lettore di vedere attraverso la sua coltre e di sentirsi schiacciati e sopraffatti dall’angoscia.

Passo dopo passo, si entra in un girone dantesco fatto di dolore e perversione ai danni dei protagonisti o inferti da loro ad altri. Si ama e si odia, un attimo si spera e subito dopo si affonda sempre di più sperando in un vortice senza fine. Se a volte si intravvede la luce, che si brama con tutte le forze, si viene respinti ancora più giù, nell’oscurità più nera dell’animo umano e delle sue infinite capacità di commettere atti orripilanti e malvagi.

Sembrerebbe che non mi sia piaciuto e invece l’ho trovato bellissimo. Ho fatto un viaggio con i protagonisti, lui rapito da ragazzino e seviziato per anni, lei sopravvissuta e ora fatta oggetto della vendetta dell’amico ritrovato. Un gioco di adulti, ai danni di chi non può difendersi ma cerca comunque uno spiraglio in mezzo ai rovi nei quali si trova intrappolato, ed è forte e doloroso sentire la loro sofferenza e angoscia, così come quella di chi scrive, perché l’ho sentita tutta sulla mia pelle durante la lettura della storia stessa e anche leggendo le note finali dell’autrice.

Parlavo di un viaggio che ho fatto, un viaggio oscuro insieme ai protagonisti, ma anche un viaggio al passo con l’autrice, che ha riversato in queste pagine il suo straziante dolore per la vita che si beffa di noi mortali e della nostra caducità. Ma anche un inno alla speranza, perché nel nero più totale non si può fare altro che cercare la luce, il più piccolo bagliore e afferrarlo con tutte le forze e andare avanti, sempre più su, o almeno è quello che da inguaribile romantica e idealista convinta ci ho voluto vedere. Ora attendo con interesse il seguito… sperando.

Consigliato!!!

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