Recensione “Le ragazze di Ravensbruck” di Lynne Olson

 

Ravensbrück: ancora oggi il nome del famigerato campo di concentramento femminile voluto da Hitler evoca orrore. Le donne detenute al suo interno, costrette ai lavori forzati e spesso sottoposte ad agghiaccianti esperimenti medici, erano quasi tutte prigioniere politiche. Tra loro, un gruppo di partigiane che avevano militato nella Resistenza contro i nazisti nella Francia occupata, e che unirono le forze per sfidare i carcerieri tedeschi e salvarsi a vicenda. Davanti a brutalità inimmaginabili, le ragazze della “sorellanza” di Ravensbrück riuscirono a sostenersi e affrontarono gli aguzzini delle SS a viso aperto, rifiutandosi di svolgere il lavoro assegnato, denunciando gli orrori del campo e persino diffondendo tra le detenute una rivista satirica. Questa è la loro storia di coraggio, solidarietà e lotta per la libertà e la giustizia: una fonte d’ispirazione ancora oggi, contro ogni fascismo.

 

Una parte della storia che dovrebbe essere cancellata e ricordata al tempo stesso.

Una storia che non dovrebbe ripetersi eppure ancora oggi sentiamo parlare di guerre, di detenzioni, di bimbi che soffrono, di profughi, di bombe e di campi di prigionia.

Immagini che invadono i nostri schermi giornalmente e che sfortunatamente stanno diventando parte della nostra routine, ci siamo abituati a immagini del genere e non osiamo più denunciare o allarmarci.

Ravensbruck era un campo femminile voluto dallo stesso Hitler per la detenzione di donne-prigioniere politiche.

Detenute che non avevano di certo un trattamento particolare, anzi, la brutalità dei racconti ci lascia ancora senza parole.

Ogni tipo di violenza verrà perpetrata ai loro danni, dagli stenti alle violenze fisiche e psicologiche, dagli esperimenti medici agli aguzzini che si divertivano con i loro corpi.

Questo libro parla di un gruppo di donne partigiane, alcune di loro si sono salvate, Gemaine, Anise, Emilie, Tillon, e hanno raccontato la loro storia denunciando le atrocità consumate in quel campo.

Una storia che urla libertà e giustizia.

 

Anna

Loading

La nostra votazione
Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *