Recensione “Le Porte del Tempo: Eva e Jonathan – I figli del tempo Vol. 1” di Francesca Forlenza

 

C’è una crepa nel tempo. Un’eco di sangue che ritorna. Nel cuore di un disegno antico quanto l’umanità, Eva e Jonathan si ritrovano pedine inconsapevoli, o forse necessarie, di un gioco divino e demoniaco, dove il libero arbitrio è solo un’illusione ben confezionata.

Eva è una ragazza che porta addosso la luce, senza sapere di essere uno strumento di una guerra più grande. Jonathan è l’agnello sacrificato da un padre assetato di potere, cresciuto nell’ombra, consumato da un destino che non ha scelto. Le loro vite si intrecciano in un incubo dove la redenzione è solo un’altra forma di condanna.

Il loro amore profondo, viscerale, proibito è un miracolo o una maledizione?

A osservarli, nascosti tra le pieghe del tempo e delle coscienze, ci sono due entità: Estella e il Killer di Boston. Lei è una figura enigmatica, spietata, ironica, affilata come una lama e con un debole per il caos ben orchestrato. Sarà lei, con il suo umorismo nero e il suo sguardo impietoso a rivelare, e occultare, le verità più scomode.

Il Killer di Boston si muove nell’ombra. È spietato. È crudele. È il precursore della Fine.

Alleati e amici si confondono. E chi crede di avere una scelta, è già stato scelto da tempo. Segreti sepolti riemergono, pronti a frantumare ogni certezza e a trasformare la salvezza in un gioco crudele di imbrogli. Ogni passo può essere l’ultimo, ogni sguardo può celare una pugnalata.

Eva è la scintilla. Jonathan è il combustibile. E il mondo? Solo un campo già arso, pronto a bruciare.

La Morte non è l’unico male in agguato.

Un romanzo che intreccia fantasy soprannaturale e thriller metafisico, dove nulla è lasciato al caso, e ogni dettaglio è un’eco di qualcosa di più profondo. Una storia che taglia la carne, scruta nell’anima, e non offre alcuna salvezza. Solo specchi. E ognuno vede il proprio mostro.

Qui non ci sono eroi. Solo sopravvissuti. O pedine.

E voi? Siete spettatori o parte del gioco?

 

In questo romanzo si viaggia attraverso il tempo, la storia di Eva e Jonathan si snoderà in vari anni, tra salti temporali e una spietata ricerca di salvare il “perduto”.

Due sono gli osservatori degli eventi, che non aiuteranno e non saranno di certo “grilli parlanti” bensì intralceranno il cammino: Estella e il Killer.

Un romanzo abbastanza complesso, che naviga tra romance, fantasy e thriller.

Una scrittura dinamica e scorrevole, un’ambientazione originale, una corsa contro il tempo, un modo per riuscire a fermarlo arrivando in extremis.

Primo di una dilogia, l’ho trovato intenso e coinvolgente, ci sono stati alcuni passaggi che mi hanno reso la lettura più “impegnativa”, ma nel complesso è stato gradito.

Attraversando il tempo, si entra dentro il cuore e la mente dei protagonisti, subendo ogni loro scelta e, con il capo chino, si attende la sentenza.

Se lei è la luce, lui è l’ombra, l’oscurità, colui che da sempre è stato immolato come agnello sacrificale del padre.

Ho adorato l’ironia di Estella e quel suo modo così particolare di farsi odiare in un sorriso.

Una sola parola: adrenalina… adrenalina pura.

 

Anna

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