
Alcuni cuori sono fatti per essere rubati.
Mark Mannix non ha mai creduto nell’amore o nel romanticismo, il che è ironico visto che il suo compleanno cade il giorno di San Valentino. Via via che si avvicina ai quarant’anni, comunque, è perfettamente soddisfatto della propria vita e della propria carriera da infermiere a Boston, e a parte la lunga amicizia con benefici che lo lega ad Alistair, continua a preferire che i suoi incontri intimi siano limitati ad avventure di una notte.
Quando i suoi piani per Capodanno falliscono decide di partecipare alla festa organizzata da sua sorella, ed è lì che incontra Owen Todd. È un grafico di origine caraibica ed è più giovane di lui di undici anni, e in effetti a prima vista sembra che abbiano ben poco in comune. La chimica tra loro, tuttavia, è potente, e Mark si ritrova a poco a poco a infrangere lo schema di incontri privi di legami a cui si è sempre attenuto per continuare a vederlo settimana dopo settimana.
Instaurano presto un rapporto che conduce Mark in un territorio inesplorato, perché in effetti si ritrova a sentirsi attratto dal grafico in modi che non aveva mai sperimentato prima. Solo che poi Owen si tira indietro all’improvviso e le fondamenta di Mark vengono scosse: potrà guardare Owen andarsene… o è giunto il momento di seguire la nuova direzione verso cui lo porta il cuore?

Hi readers Sale e Pepe,
Oggi vi parlo del libro “Ladro di cuori” di K. Evan Coles.
Una breve novella di circa trenta mila parole che gioca con dei trope che amo particolarmente, l’age gap e il passaggio da amici con benefici ad amanti.
Ci racconta la storia di Mark, infermiere specializzato di quasi quarant’anni, che non crede nell’amore e considera la monogamia poco più di una convenzione sociale, e Owen, graphic designer più giovane ma molto maturo e affascinante, che invece crede decisamente di più nelle relazioni.
Il loro incontro avviene grazie a conoscenze comuni durante una festa di Capodanno e, nonostante le evidenti differenze caratteriali oltre che anagrafiche, la chimica tra i due è immediata.
Quello che nasce come qualcosa di leggero e senza impegni si trasforma lentamente in un legame più profondo, costringendo Mark ad ammettere che, forse, è più coinvolto di quello che crede e a confrontarsi con emozioni che ha sempre evitato. Il percorso lo porta a mettere in discussione le sue convinzioni sull’amore e a un lieto fine dolce e inaspettato.
Una storia forse già vista che aveva però una potenziale che secondo me non è sfruttato appieno e alcuni aspetti che avrei voluto fossero approfonditi meglio.
Ad esempio, Mark viene definito “aromantico”, ma questa etichetta non viene mai davvero approfondita o rappresentata in modo coerente, sminuendo di fatto questa dichiarazione. Inoltre, nonostante l’età, il suo comportamento appare spesso immaturo e indeciso, cosa che mi ha reso difficile empatizzare fino in fondo con lui. Anche il rapporto con Alistair, un suo caro amico, che dovrebbe aggiungere tensione alla relazione con Owen resta poco sviluppato e di fatto dà solo “fastidio”.
Owen, al contrario, è il personaggio secondo me meglio riuscito, più coerente, più credibile e complessivamente più interessante, ma anche per lui avrei voluto un maggior approfondimento psicologico.
In generale, la relazione tra i due si basa su uno sviluppo emotivo altalenante e con un finale troppo rapido e affrettato nelle ultime pagine, con un epilogo, per i miei gusti, eccessivamente zuccheroso.
Non posso dire che sia una lettura sconsigliata, nel complesso, è stata piacevole, solo che per me risulta troppo breve e sicuramente sotto il pieno potenziale che poteva avere.




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