Recensione “Labirinto di bugie” di Luigi Stefanazzi

 

 

 

Nascondere quel che siamo è energia sprecata. Ci facciamo la guerra, cercando di prevalere gli uni sugli altri, ma senza aiuto siamo destinati al fallimento.
Cristiano, Alessio e Saverio hanno fatto parte di un corpo speciale militare. Dopo dieci anni, il destino li costringerà a condividere di nuovo un periodo della loro vita.
Cristiano, sportivo e sognatore, ha tentato di trasformare il suo rapporto di amicizia con Giulia in amore per vincere la solitudine. Per salvare la sua attività, ha chiesto una grossa somma di denaro a un probabile usuraio.
Alessio, nevrotico e sarcastico, soffre spesso di attacchi di panico. Ha trovato serenità accanto a Monica, ma ha il sospetto che lei non sia sincera. Questo viaggio gli permetterà di incontrare di nuovo Mattia, un uomo con cui ebbe una relazione omosessuale e dal quale fuggì senza motivo.
Saverio, nato in India, è stato adottato da una coppia del Salento e ha sempre dovuto lottare contro chi lo discriminava per il colore della pelle. Dietro il suo cinismo e le innumerevoli donne si cela l’immagine di Sara, l’unica donna che abbia mai amato.
Questi uomini partono con il loro bagaglio di vita. Un bagaglio che sembra contenere solo sconfitte e segreti che, una volta scoperti, li getteranno l’uno contro l’altro in un desiderio di rivalsa che difficilmente troverà un vincitore.

Vorrei iniziare questa recensione con una frase del libro: “A volte ci illudiamo di conoscere qualcuno solo perché gli viviamo accanto e invece non sappiamo nulla di lui. Crediamo che intorno a noi tutto sia solo buono o cattivo e se decidiamo che un individuo non possa essere altro che un nemico, riversiamo su di lui il nostro odio, non consentendoci alcun dubbio. Dimentichiamo le nostre mancanze e siamo capaci solo di condannare, perché sarebbe troppo faticoso cercare di comprendere.” Cristiano, Alessio e Saverio in comune hanno solo il fatto di far parte di un corpo speciale militare, per il resto Mancano di resilienza, non riescono a riorganizzare la loro vita in maniera positiva dinanzi alle difficolta’. Sprecano un sacco di tempo nel fingersi diversi da cio’ che sono realmente, e si circondano di dolore ostentandolo come un trofeo. Sono pieni di fantasmi del passato che non riescono a sconfiggere neanche alla fine del libro. Sicuramente questo libro non e’ il mio genere, io adoro le storie a lieto fine, adoro le amicizie indiscusse, adoro i personaggi i cui sogni sono piu’ grandi delle loro paure, ma comunque l’autore mi ha insegnato a non chiudere i fantasmi negli armadi, perche’ dopo anni sono ancora li ad attenderci. Non e’ la classica storia da leggere sotto l’ ombrellone, ma comunque e’ molto scorrevole.

La nostra votazione

Pubblicato

in

da

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *