
Thalia Fountas è una giovane soprano italo-greca, una donna determinata, che non si ferma mai. E allora perché, a un certo punto della sua vita e della sua carriera, le sembra di non riuscire più a cantare? Cosa si è rotto dentro di lei quella sera, a Monaco di Baviera, quando, in abito di scena, sfiorando il suo braccialetto portafortuna, ha capito di sentirsi estremamente sola? Strani sogni iniziano a tormentarla. Una casa bianca persa nel mare, ulivi, grandi distese di sabbia e una ragazza misteriosa che le somiglia. Thalia riconosce quei muri. La casa greca, sull’isola di Zante, appartenuta ai suoi nonni, morti da anni. Tutto la spinge verso quel luogo incantevole, traboccante di segreti. E allora decide di lasciare Milano, dove vive, e concedersi una pausa dalla lirica. A ventisei anni può ricominciare daccapo e tornare, vent’anni dopo, dove tutto – ancora non lo sa – è cominciato. Lì, in Grecia, troverà un diario che racchiude la storia della sua famiglia e soprattutto di sua nonna Dorothea, che aveva sfidato le convenzioni e attraversato l’oceano per realizzare il suo sogno più grande. Su quell’isola, Thalia conoscerà Richard, un vicino di casa altrettanto misterioso e impenetrabile, con un passato ingombrante. Ma, soprattutto, imboccherà la strada per diventare finalmente la donna che desidera essere.

“Possibile che i sogni sappiano davvero ciò che è meglio per noi?”
Un libro molto piacevole da leggere, che ci regala una storia incredibile ambientata in luoghi magicamente descritti.
La storia si apre con Thalia, una soprano molto determinata, che vive un momento di disorientamento dovuto a un’esibizione sbagliata. Tutte le sue paure si fondono con un sogno che la richiama verso il mare, gli ulivi e una casetta bianca. Così, Thalia decide di rifugiarsi nella casa della nonna a Zante in Grecia, dove elementi passati e del presente saranno un’occasione di crescita e di riscatto per la ragazza.
L’autrice, con un linguaggio semplice ma molto efficace, ci fa navigare tra le emozioni dei personaggi, trattando temi anche delicati come la condizione della donna negli anni Cinquanta o la difficoltà a primeggiare nel mondo della musica.
Il racconto si snoda con un pov in prima persona in cui la protagonista racconta gli eventi presenti, alternando una narrazione in terza persona per i fatti descritti nel diario, ossia episodi accaduti tra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta. Questo ci permette di entrare nella vicenda e di vivere con trepidazioni le vicende descritte.
La musica arricchisce la narrazione e fa da sfondo alla rinascita di Thalia, che costituisce la riabilitazione dei sogni della nonna che non era riuscita a cantare.
Il tutto viene condito da cartoline indimenticabili di posti da sogno, in cui grazie a una scrittura accurata, ne riusciamo a percepire i suoni, gli odori tipici.




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