Recensione “La valigia di famiglia” di Malka Adler

 

 

1939. Quando i nazisti invadono la Polonia, la famiglia della piccola Danusha è costretta ad abbandonare la sua casa. La madre, Anna, cambia nome e si assicura un posto come governante nella villa di un medico tedesco a Cracovia: vicinissima al pericolo, spera di tenere la famiglia al sicuro. Il salotto al piano terra della grande casa, infatti, ospita cene e ricevimenti a cui partecipano gli ufficiali nazisti…

L’identità segreta dovrebbe proteggere Danusha e il fratellino, ma li costringe a una solitudine senza scampo. Anna, infatti, ha paura che la bambina prima o poi possa tradirsi e limita i suoi contatti con gli altri. Danusha non riesce a capire perché sua madre, in presenza di altre persone, faccia persino fatica a guardarla negli occhi. Solo con il passare degli anni, quando Anna si lascia andare ai ricordi di quel periodo così buio, Danusha capisce che sua madre ha nascosto dolore e apprensione dietro un’apparente freddezza. E che non ha mai smesso, neppure per un secondo, di vegliare su di lei…

Nemmeno quando proteggerla ha significato mettere a repentaglio la propria vita.

Un isolamento che ha come premio la vita stessa.

La piccola Danusha è costretta dalla madre a limitare i rapporti umani per riuscire a salvare la propria vita e quella dell’intera famiglia.

Così La guerra verrà descritta dagli occhi di una bimba.

La scrittura dell’autrice è autentica, non indora la pillola, anzi evidenzia quei tratti inconfondibili di una guerra, gli orrori, gli stenti, le violenze.

Il cuore diventa cenere di fronte a certe esternazioni ma continui a leggere per arrivare a quella fine tanta agognata e sperata almeno una volta in un finale più lieto, senza troppe morti.

Un romanzo che commuove soprattutto per i pensieri di una dolce bambina, per le vicende vissute e per la ricerca costante di salvezza.

Lei e il suo fratellino perennemente allo stremo, vivere con la paura di essere scoperti e quella madre che apparentemente finge freddezza che nasconde grande coraggio e tanto amore per i propri figli.

Un libro intenso, ricco di particolari storici, una scrittura che incanta e che trafigge il cuore al tempo stesso.

Loading

La nostra votazione

Pubblicato

in

da

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *