Recensione “La Tredicesima Strega” di Laura Fiamenghi

 

 

 

Strega Elisa di Villacorta. Unica figlia femmina di Sir Ragnor e Strega Viola di Villacorta. Nipote di Sir Treulf di Oanna. Pupilla del Cardinale di Norimberga…’ Bla bla bla. Elisa preferisce essere semplicemente: Elisa. Refrattaria ai costumi bigotti e maschilisti del XIV secolo, vive e studia nell’epoca di sua madre Viola: il XXI secolo, dove non è obbligatorio darsi del voi e a ventitré anni una donna non è considerata una zitella da compatire.
Dopo l’ennesimo screzio con il padre, Ragnor, per i suoi tentativi di maritarla, Elisa non ha nessuna voglia di far ritorno per Natale. Appena tornata, però, il suo soggiorno viene reso più sopportabile da Sagoran, un affascinante quanto sfacciato Cavaliere Ramingo appena giunto in città.
Sagoran non è chi dice di essere. La voce che nel mondo dei mortali esiste una Tredicesima Strega si sta spargendo nelle schiere demoniache. Occhi bramosi, puntati su ogni singola famiglia di streghe, aspettano da secoli la nascita di una Strega come Elisa per ottenerne il potere.
Sagoran deve muoversi in fretta se vuole averla per primo.
Elisa ancora non lo sa, ma l’oscurità la sta cercando…

Che spettacolo di romanzo è questo! E se ve lo dice una che col fantasy non è molto in sintonia, potete proprio andare a colpo sicuro.

Mi sono piaciuti i vampiri in passato, ecco, come fantasy, ma streghe, stregoni demoni & co. non mi hanno mai attirata.

Sarà che Elisa, anzi, Strega Elisa di Villacorta, è una strega un po’ sui generis: è una studentessa fuori sede, o per meglio dire, fuori epoca, visto che casa sua è nel XIV secolo e viaggia sul treno del tempo attraverso uno specchio magico; indossa le sue Dr. Martens e calzini a pois, è ribelle e dotata di un gran senso dell’umorismo.

Elisa si trova a suo agio nel XXI secolo, lontana dalle pressioni paterne che la vorrebbe sposata ad un buon partito, ma cede alle insistenze di mamma Strega Viola e decide di tornare per le feste natalizie a casa. Quello che Elisa non sa è di essere una tredicesima strega, di un livello superiore e, come tale, ambita preda di demoni che desiderano solo possederla per rubarle i suoi poteri, o di farla a pezzi come ingrediente di pozioni magiche.
Fra coloro che vogliono carpire la sua “virtù” c’è anche Sagoran, un drago che si è messo a caccia di Elisa, per sedurla e appropriarsi del potere, ma l’incontro fra i due sarà elettrico e smuoverà più del previsto.

Come in una pietanza prelibata ci sono tutti gli ingredienti per una buona riuscita: umorismo, brio, passione, sesso, avventura; i personaggi sono descritti alla perfezione, dal lato fisico a quello interiore. Le considerazioni che Elisa e Sagoran fanno fra sé e sé mi hanno fatto divertire tantissimo, così come i loro approcci. C’è un bel corollario di personaggi, dalla famiglia di Elisa agli amici al suo delizioso Emilio, il Famiglio, che danno un ottimo contributo alla storia.

Di base sia la strega che il drago hanno principi morali molto alti, che li portano ad aiutare i più deboli o le vittime di ingiustizie, quindi oltre all’attrazione fisica, sarà questa compatibilità d’animo a renderli così perfetti insieme.

Sagoran poi, per essere un millenario, è un gran pezzo di drago! Insolente e affascinante, pieno di sé e irresistibile, fedele ed appassionato, insomma: più draghi per tutte!!!

E’ un romanzo autoconclusivo ma fa parte di una saga che andrò sicuramente a leggere.

Consigliato consigliato e ancora straconsigliato!!!

firma Anna

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