
Sara fa ritorno nella villa del nonno dopo anni. Un luogo che odora di ricordi marci e segreti mai sepolti. Lì ritrova i cugini. I vecchi problemi. E poi c’è Lucas, il ragazzo che da piccola le tirava le trecce. Ma che ora la guarda in modo diverso, come se, a differenza degli altri, fosse l’unico a sapere esattamente cosa la distrugge dentro.
Tra loro non c’è amicizia.
Non c’è amore.
Tra loro non c’è mai stato niente.
Solo rabbia, provocazioni infuocate e una tensione così forte da formare un cappio intorno alla gola a ogni incontro. Fidarsi di lui è la cosa più pericolosa da fare. Uno sbaglio che Sara non vuole commettere.
Eppure… eppure ci sono sguardi. Ci sono attenzioni. Ci sono carezze.
Come se non bastasse, nella villa qualcuno mente. Mentre il passato ritorna a galla, i silenzi diventano troppo pesanti e le porte chiuse nascondono verità capaci di fare ancora paura.
È possibile che l’amore accenda una luce dove c’è buio?
Forse. Un cuore spezzato ha solo bisogno di ricordare come si fa a volare di nuovo.

Ogni libro di Dora L. Anne mi devasta il cuore. Per quest’ultimo suo lavoro ho dovuto prendermi qualche giorno prima di iniziare a scrivere la recensione, le emozioni provate sono state tante e ho dovuto metabolizzare il tutto per non esserne sopraffatta.
Sara ritorna nella villa del nonno dopo anni di lontananza, un luogo in cui ricordi cupi sovrastano la ragione. Ritroverà i cugini e Lucas, il ragazzo che da piccola la prendeva in giro e le tirava le trecce, e poi c’è la madre, in corsa per l’eredità e alla ricerca del testamento.
Tante sono le parole non dette, molti i pensieri non svelati e le crepe coperte per non farle vedere, un’eleganza apparente per celare la rabbia, ricordi ancora troppo vividi per essere raccontati.
Lucas, di contro, è colui che da sempre è stato sminuito: il ragazzo con gli stivali sporchi, il poveraccio nato nel cottage in fondo alla proprietà.
Non esiste un noi, Lucas e Sara non sono destinati a incontrarsi eppure, nelle stalle, fra la quiete dei cavalli e l’ odore di cuoio e di fieno: “Mi strappa il respiro dalle labbra. Le sue mani sulle mie guance. Ruvide, calde. E mi bacia. Un bacio forte. Vero, disperato. Come se potesse risolvere tutto. Come se potesse distruggere gli anni di distanza.”
C’è vendetta in ogni passo, c’è del marcio in quelle pareti, silenzi che urlano troppo, sguardi che dicono tutto.
“Ogni giorno che scappo da qualcosa, ti infili comunque nel mio percorso. Come se non avessi scelta.”
“È istinto, è fame. È follia pura. Perché due come noi non dovrebbero baciarsi. Non dovrebbero nemmeno volerlo, figuriamoci ripeterlo ancora.”
Crepe che combaciano in modo perfetto…
“Per cadere. Per ritrovarci nel caos. E capire, senza dire una parola, che tutto alla fine ha un senso. Non da soli… ma insieme.”
“Il mio errore preferito. È questo che è Lucas. Ogni rischio diventa inevitabile, ogni divieto possibile, ogni istante prezioso.”
Un passato che urla, vergogna e nausea che si sovrappongono. Fingere.
“A volte si ama nel momento sbagliato, anche se i cuori sono quelli giusti.”


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