Recensione “La strega di Yorkland” di Fabrizio Braggion

 

 

 

<< Tutti smettono di lavorare e mi guardano allibiti. Lei resta in silenzio. Pare stupita. Gliela lascio e noto una scritta intagliata nel legno che recita: “banco della strega.” Non ho idea di che si tratti. Forse è solo una vecchia incisione. “Ti conviene regalargliela se non vuoi prenderti qualche maledizione” mi consiglia Chris mentre torno al mio posto. >>

Jason si trasferisce in una nuova città insieme alla sua famiglia, ed è al primo anno di liceo.

Farà la conoscenza di tanti coetanei, ma una ragazza in particolare attirerà la sua attenzione. Si chiama Penny, ed è davvero molto singolare. A scuola tutti pensano che sia una strega, perché assume dei comportamenti parecchio strani, a parer loro.

Jason è incuriosito, vuole andare in fondo a queste dicerie e conoscerla meglio. Penny, d’altro canto, vede in Jason, finalmente, qualcuno su cui poter contare e, a mano a mano, si aprirà con lui sempre più.

Ma il passato di Penny è più oscuro del previsto e le indagini di Jason sul suo conto, riveleranno un fondo di verità…

Una storia di amore e di amicizia, che sfiora alcuni argomenti tipici e problematici dell’età adolescenziale. Un mix tra un mistery ed un urban fantasy, che ha delle buone basi, ma non convince appieno.

La scrittura, nonostante la buona dialettica, è molto formale e cadenzata, ricordando a tratti un telegramma, e risultando, quindi, poco fluente. Non ci sono tante descrizioni e si fa fatica a prendere confidenza con i personaggi e le loro emozioni.

Nonostante ciò l’idea di partenza è assolutamente buona e, a mio parere, la mancanza di varie sfumature è dettata proprio dall’inesperienza dell’autore, essendo la sua prima pubblicazione.

 

firma Anna

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