RECENSIONE “LA STRADA SBAGLIATA VERSO CASA” di K.A. Merikan

 

 

 

 

 

Come ogni fine settimana, Colin sta tornando a casa dopo l’università, ma è tormentato dal pensiero di non trovare mai la forza di correre un rischio solamente per seguire il percorso che ha scelto. Seguendo l’istinto, decide di prendere un’altra strada. Solamente per una volta. Quello che non sa, è che sarà l’ultima occasione in cui avrà la possibilità di scegliere.

Alla fine, fa una deviazione e si ritrova in trappola, rapito da un uomo silenzioso e imponente, con un’ascia sporca di sangue. Tuttavia, quello che sembra il suo peggior incubo potrebbe rivelarsi una via sconosciuta per raggiungere la libertà.

Taron vive solo da anni. La sua terra, le sue regole. Ha rinunciato ad avere compagnia da tempo. Dopotutto, essere legati a qualcuno è un peso. Pensa da solo ai suoi problemi, ma la notte in cui deve sbarazzarsi di un nemico, qualcuno assiste al crimine che ha commesso.

L’ultima cosa di cui Taron ha bisogno è un prigioniero che lo infastidisca. Colin non merita di morire per aver messo piede sulla sua terra, ma nemmeno tenerlo con lui è una buona idea. Solamente quando scopre che il ragazzo di città è omosessuale, si trova di fronte a un’altra possibilità. Non è quella giusta, ma lo tenta ogni volta che gli occhi stupendi di Colin lo osservano dalla gabbia.

Una sera dopo le lezioni, Colin lascia l’università per rientrare a casa. È in ritardo e decide di prendere una scorciatoia attraverso i boschi. Ha scelto “la strada sbagliata verso casa”.

Testimone di un omicidio, viene rapito e segregato dell’assassino, Taron, un uomo che vive solo da sempre e che crede in una imminente e fantomatica fine del mondo. Asserragliato nel suo bunker in mezzo alla foresta e contornato da gatti e animali da cortile, vive le sue giornate in piena libertà e serenità, godendo delle piccole cose. Tutto il contrario del suo ostaggio, rinchiuso in una gabbia e privato della libertà.

Fra i due però si instaura un legame, basato inizialmente sul sesso, ma che sfocerà in ben altro. È amore, è sindrome di Stoccolma, è sopravvivenza? Solo il tempo lo potrà dire.

Un romanzo intenso e con risvolti interessanti, anche se poco credibile, molte scene erotiche di alto effetto e una buona scrittura a fare da collante.

Consigliato!

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