
Londra, 1829. Lady Clayton è una bellezza bruna, ombrosa come i ricordi che relega in un angolo del cuore. Il defunto marito, il colonnello Norman Clayton, le ha lasciato una cospicua rendita che le consente di affrancarsi dai parenti e lasciare la tenuta nel Gloucestershire. Trascorso il lutto, la giovane vedova si trasferisce a Londra con il figlioletto Cedric e con Selina, la figlia diciottenne di primo letto del defunto consorte.
Per la prima volta, Juliet Clayton sceglie la propria strada, e lo fa a testa alta.
A Londra Juliet incontra Douglas Emery, un brillante chirurgo diviso tra la professione e i doveri del casato. Messo alle strette dalla famiglia, Lord Emery si rivolge all’Agreements Agency per trovare una moglie di comodo.
Lady Clayton non fa al caso suo, ma Emery non vuole nessun’altra. E la vuole al punto che il timore di perderla lo induce a tacere una storia antica e dolorosa, che coinvolge una donna molto vicina a Lady Clayton. Quando la vicenda viene alla luce, nascono sospetti e gelosie. Juliet e Douglas si allontanano. Una scelta d’amore capace di vincere l’orgoglio li condurrà sulla via per ritrovarsi.

Un altro interessante episodio della serie, diverso dagli altri ma ugualmente stimolante.
Ci eravamo abituate a fanciulle che, per un motivo o per l’altro, avevano deciso di rivolgersi alla Agreements Agency, ma in questo caso l’autrice ha voluto deviare il tiro. Non avremo inesperte protagoniste a raccontarci la loro storia, ma una donna con il suo bel bagaglio di esperienza.
Ancora nel fiore della sua giovinezza, appena venticinque anni, la vedova Clayton, dopo aver subito un matrimonio imposto con un uomo molto più grande di lei, decide di cambiare vita. Una serie di vicissitudini ha adombrato quel matrimonio infelice: dall’aver scoperto una figlia di primo letto ai tradimenti del marito, fino alla malattia di quest’ultimo che ha messo alla prova tutta la famiglia.
Ed è proprio con la giovane figliastra Selina (in età da marito), il figlioletto Cedric e il personale di servizio più fidato che la bella vedova lascerà la provincia per trasferirsi a Londra. Un nuovo inizio, lontano dai cattivi ricordi.
Juliet comincerà ad apprezzare la vita cittadina, così ricca di persone da conoscere, ricevimenti a cui partecipare ed eventi a cui assistere. Nonostante fosse ben decisa a non prendere nuovamente marito, Juliet verrà affascinata dall’intraprendenza del visconte Emery, stimato chirurgo del St. Thomas’s Hospital, incontrato durante una passeggiata.
Lord Emery ha sempre messo al primo posto la sua professione, diventandone un esponente di spicco con una grande spinta innovativa. Ma, si sa, i doveri del casato gli impongono di trovare moglie; sarà proprio lui a rivolgersi all’agenzia, anche se, fin dal primo sguardo alla bella Juliet, il suo cuore ha capitolato. In lei ha trovato una donna concreta, ben conscia di quanto la vita possa essere difficile. Saranno la sua posizione disincantata, così lontana da quella delle debuttanti, e il suo fascino di donna consapevole delle proprie capacità ad averlo ammaliato. Questa sua indole, tuttavia, si dimostrerà un’arma a doppio taglio, ben più affilata di uno dei suoi bisturi!
Dopo un iniziale avvicinamento, un’ombra sul passato del bel medico farà erigere nuovamente i muri di protezione della donna, che si trincererà dietro a un guscio di orgoglio. Assisteremo a una lotta interiore che la vedrà vacillare per quel barlume di speranza in un nuovo inizio, ma quello che lei ritiene essere un affronto imperdonabile non potrebbe essere derubricato a semplice facezia.
Pur comprendendo la ritrosia di Juliet, non ho amato particolarmente questa protagonista, troppo rigida nella sua torre d’avorio. Quando le ferite del passato tornano a pulsare e si crede di veder ripetersi certi schemi, si tende a perdere lucidità, non riuscendo a valutare con chiarezza che le persone e le situazioni possono essere differenti .
“Si chiese se sarebbe stata capace di superare la paura di amarlo”
Lord Emery, invece, ha riscosso ben più gradimento: un uomo intraprendente nel lavoro e negli affetti, con un rammarico del passato che gli adombra il presente, rischiando di privarlo del futuro che sognava con l’unica donna che aveva risvegliato il suo interesse dopo tanti anni.
L’orgoglio rimane sempre un’arma spietata che priva delle migliori opportunità pur di non mostrare le proprie fragilità. L’animo umano si trincera dietro questo scudo protettivo senza capire che gli si rivolterà contro. Chi vive di vendetta, rancore e orgoglio portato all’estremo ha davvero una gran brutta esistenza… e purtroppo la nostra Juliet è inciampata proprio in uno di questi ostacoli emotivi.
Ho apprezzato in modo notevole i vari approfondimenti che l’autrice ha fatto su curiosità storiche che fino ad ora non mi era capitato di incontrare (come i gioielli acrostici o la moda di dare ospitalità agli eremiti che i nobili seguivano) e altre particolarità che dimostrano un gran lavoro di ricerca. Dettaglio essenziale per un romanzo storico e che apprezzo sempre. Le ambientazioni, gli usi e i costumi sono stati descritti in modo così dettagliato da dare l’impressione di esservi immersi.
Nonostante le dinamiche siano state un po’ meno “movimentate” rispetto agli altri romanzi della serie e ci siano stati un po’ troppi personaggi di passaggio (che mi hanno creato un pizzico di confusione), sono stati proprio questi piccoli cadeaux culturali a rendermelo godibile e istruttivo.



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