Recensione “La principessa delle anime” di Alexandra Christo

 

Per sedici anni, Selestra è rimasta intrappolata nella torre sulla Montagna Fluttuante preparandosi a prendere il posto della madre come strega del re, e manifestare i poteri per predire la morte dei richiedenti alla Festa delle Predizioni. Come soldato dell’esercito reale, Nox è un candidato improbabile per la Festa, ma spinto dalla vendetta è determinato a rubare l’immortalità al re e a uccidere le sue streghe, partendo proprio da Selestra. Tuttavia, quando lei gli tocca la mano per la sua prima predizione, i loro destini si intrecciano e la morte marchia le anime di entrambi. Solo unendo le forze riusciranno a vivere abbastanza a lungo da liberare il regno dalle grinfie di re Seryth e sfuggire a un oscuro destino. Dall’autrice di “La regina delle sirene”, arriva “La principessa delle anime”, la storia di una strega adolescente addestrata a rubare anime per un re immortale e di un ragazzo ribelle e temerario a cui il suo destino è intrecciato.

 

La trama del libro mi aveva attirata sin da subito, ma la cover è stata la prima cosa ad saltarmi all’occhio. Ormai catturata, Fanucci Editore mi ha fatto il bellissimo regalo del cartaceo, una prima esperienza che non si scorda mai!

Amo i fantasy e, se sono Young Adult, anche meglio!

Dopo un inizio un po’ lento, ma che doveva fungere da base alla storia che ne sarebbe conseguita, non ho potuto staccare gli occhi dalle pagine. Selestra è l’erede, colei che diventerà la strega di Re Seryth, una volta che sua madre morirà. Tutto bene, non fosse che il compito sarebbe quello di rubare le anime di innocenti per far sì che il pessimo re continui a mantenere la propria immortalità.

Durante la narrazione scopriamo che la famiglia di Selestra è la fautrice, insieme al re, della disgrazia del mondo come lei lo conosce. E sarà interessante vedere se riuscirà nell’intento di cambiare le cose, o se peggiorerà una situazione ormai prossima al declino…

Ad aiutarla – forse – troviamo Nox, il miglior combattente dell’Ultima Armata. Accompagnato dal fedelissimo amico, Micah, troverà pane per i suoi denti quando si incontrerà e si scontrerà più volte con Selestra. Tra i due c’è un’attrazione fisica immediata, ma entrambi sanno di doversi stare alla larga…

Ho amato questi due protagonisti, tanto sono complessi e pieni di tutto ciò che amo: forti, determinati, in crescita, con la consapevolezza sempre maggiore di avere un potere immenso dentro di loro…

Ho adorato i battibecchi tra i due: Selestra è cinica e ironica e Nox non è da meno. La battaglia più grande la combattono loro due, nessuno disposto a lasciarsi andare e preoccupato per cosa potrebbe accadere. Ma, ovviamente, qualcosa li attira sempre più vicino… e sarà interessante vedere cosa accadrà!

Mi sono piaciuti molto anche i cattivi, molto cattivi: due figure genitoriali pessime. La peggiore è la madre di Selestra, Theola, la rappresentazione di quelle donne che diventano succubi del compagno, trasformandosi nella peggior versione di loro stesse. In questo caso, il “compagno” di turno – ma non effettivo – è rappresentato dal re,  figura egocentrica e paranoica, che assorbe la vita di chi gli sta intorno: ingordo di anime, prelevate con la magia di Theola, trattiene le sue streghe legate a doppio nodo… ma Selestra è più forte di così. Lei ha imparato a combattere grazie a un’altra figura paterna, colui che le è stato portato via troppo presto, ma che ha avuto tutto il tempo di insegnarle a proteggersi.

 

Ma ciò che ho amato di più è la morale della storia: se crediamo in noi stessi, e non ci lasciamo sconfiggere dalla negatività, soprattutto da quella che altre persone ci buttano addosso, possiamo fare qualunque cosa. Siamo noi i creatori del nostro destino, tramite le nostre scelte. Siamo chi scegliamo di essere, al di là di cosa ci viene insegnato sin da piccoli.

 

firma Claudia

 

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