Recensione “La piccola casa dei gradi amori” di Lucy Daniels

 

 

 

Mandy Hope si è appena diplomata ed è ufficialmente una veterinaria. Per questo sta lasciando temporaneamente la città e il fidanzato, Simon, per fare ritorno nella campagna dello Yorkshire, dove è cresciuta. Il suo obiettivo è quello di mettersi finalmente alla prova nell’ambulatorio dei suoi genitori, confrontandosi con problemi di animali di ogni genere. Ma le sue aspettative vengono disattese: lo scorbutico Jimmy Marsh, ad esempio, non fa altro che metterle i bastoni tra le ruote. E anche gli abitanti della zona sono piuttosto restii a fidarsi di una nuova veterinaria. Come se non bastasse, Simon cerca in tutti i modi di convincerla a tornare il prima possibile: ha altri piani, che non includono la campagna. Quando però un incidente sconvolge la piccola comunità, colpendo gravemente un amico di infanzia di Mandy, lei dovrà rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro, per salvare gli animali in pericolo. Perché quando si tratta di aiutare i suoi amici e proteggere gli animali in difficoltà, Mandy sa esattamente quello che deve fare.

Il ritorno alle origini, la terra madre fa sempre un certo effetto. Ritrovare e rivedere il suo passato, la sua famiglia, semplicemente la sua casa.

La sua vita era perfetta, una convivenza con un collega, un sogno da realizzare in una città lontana dalle sue origini, ma una chiamata improvvisa rimette in gioco le sue certezze.

Lei riscopre il piacere della campagna, il piacere e la passione del suo mestiere, amare e curare gli animali senza speculazioni, entrare in contatto con la natura, rimettersi in gioco e ritrovarsi a capire il linguaggio del suo cuore.

Un lutto, un amico, i suoi genitori, un fidanzato che chiede troppo e, di contro, un amico che le sta accanto senza chiedere niente.

Mandy andrà in confusione, ma scappare e chiudere le porte del suo paese non riuscirà a placare quell’animo ribelle.

Un libro che è una riscoperta delle origini, la consapevolezza che le radici non possono stare lontano dalla pianta, che la tua terra la porti dentro e che a volte sceglieresti di rimanere se il cuore chiamasse.

Perchè anche quando tutti dicono che è la fine, ecco che l’inizio prende vita.

“Leeds, le era sembrato che fosse la fine di tutto. Ed eccola lì, nella città a cui apparteneva, all’Animal Ark con Emily e Adam, con James, con i suoi amici e con gli animali. Sky la stava aspettando nella clinica. E adesso c’era anche… Le sembrò che fosse l’inizio di tutto.”

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